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«Non temete! Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente.
Io ero morto, ma ora vivo per sempre» (Apocalisse 1,17-18).
Morogoro, 30-4-2011
Carissimi,
tra tante persone e cose risorte a Pasqua con Gesù, c’è anche questa circolare. Ringraziamo Dio che mi dà tempo e voglia di scrivervi su quanto è avvenuto negli ultimi mesi.
La prima cosa da riferire a chi non l’ha ancora saputo è la morte di mia madre, Maria Quaresima, avvenuta in casa nostra, a Roma, il 14 novembre 2010. Non è stata certo una sorpresa: tutti dobbiamo morire, ma più gli anni passano e più si è certi che la fine non è lontana. Compiuti 96 anni e con sempre più evidenti sofferenze e disabilità, si puo’ anche desiderare la morte. Basta non provocarla volontariamente, ma attenderla pazientemente da Dio, non solo come fine dei dolori terreni, ma soprattutto come un passo decisivo verso l’incontro con colui che ci ama infinitamente. Così è stato per lei, che ognuno ricorderà come una donna forte (in tutti i sensi). Di fede indiscussa e attiva fin dalla giovinezza, ha avuto il grande merito di rinunciare presto al lavoro stipendiato per curare l’educazione dei figli, giunti in numero di 5: non tutti programmati, ma tutti accolti da lei con quel suo caratteristico senso del dovere. Personalmente penso di doverle più dei miei fratelli: il volto, l’intelligenza, la memoria e altre caratteristiche ereditarie, con la differenza notevole di essere tanto introverso io quanto era estroversa lei. Assolutamente da non dimenticare, poi, l’esempio di 63 anni di matrimonio vissuti in profonda unità con mio padre Enrico. Che Dio li prenda eternamente con sé, se non l’ha già fatto, come richiestogli con tante sante Messe di suffragio. Dico questo perché non credo agli ingressi facili in Paradiso senza previa purificazione totale.
Questa morte, per quanto prevista, ha molte consequenze psicologiche e pratiche per noi figli, anche se più che maturi. Una è la vendita della casa in cui siamo cresciuti sotto la sua disciplina, e quindi l’abbandono di Roma, città in cui i nostri genitori si erano trasferiti uno nel 1933, l’altra nel 1945, ambientandovisi appieno. Invece noi ce ne siamo andati tutti più o meno lontani. Senza più genitori e casa comune potrebbe esserci il pericolo di dispersione completa, ognuno per la sua strada. Ma grazie a Dio tutti e cinque condividiamo la stessa fede e visione della vita. Il che ci è di grande aiuto e conforto. E’ anche grazie a questa unità che ho potuto continuare la mia missione mentre mamma aveva più bisogno. Voglio esprimere qui in scritto la mia gratitudine ai miei fratelli e sorelle per quanto le hanno fatto in questi anni. Per chi non lo sapesse, fin quasi alla morte mia madre ha raccolto e tenuto i conti degli aiuti dall’Italia per noi. Anche questa è un’eredità che essi hanno accettato, nonostante la crisi economica renda tutto più difficile.
Cambiando argomento, subito dopo l’ultima circolare abbiamo avuto la farsa delle elezioni. Da ottobre ad oggi non abbiamo potuto conoscerne i risultati, e probabilmente non li sapremo mai. Da allora è entrata nell’uso comune la parola “kuchakachua”, che vuol dire pressappoco “manipolare”. Per prima cosa non si è capito quanti avessero diritto di voto: in antecedenza la commissione elettorale nazionale ha fornito tre diverse cifre. Poi al momento del suffragio, molti (soprattutto giovani, i più propensi a un cambiamento) non hanno potuto darlo perché i loro nomi non comparivano negli elenchi ufficiali, anche se si erano regolarmente iscritti. Anche per questo è stata la prima volta nella storia che i votanti non hanno raggiunto la metà degli iscritti.
C’è chi è stato trovato con scatoloni pieni di schede già votate, ma non gli hanno fatto niente. Altri scatoloni di voti autentici sono stati trovati abbandonati qua e là. Al momento di fare le somme, i rappresentanti dei partiti di opposizione e gli osservatori internazionali sono stati lasciati fuori. Sono stati annunciati dati contraddittori tra loro e con quelli risultanti dai conti non ufficiali. Due circoscrizioni hanno avuto gli stessi identici risultati, partito per partito! Nonostante tutto, il presidente uscente ha avuto assegnati solo 5 milioni di voti, il 20% degli aventi diritto, e su questa base è stato proclamato vincitore. Per risparmiare, qua non esiste ballottaggio; ancor peggio, la costituzione dice che una volta che la commissione ha proclamato i risultati, è un delitto fare ricorso. Pensate che essa è stata nominata dal presidente che si ricandidava, e che dopo la “vittoria” lui ha fatto deputato e poi ministro il capo della commissione.
La gente era furiosa. Grazie a Dio, il capo dell’opposizione ha voluto evitare spargimenti di sangue. E’ quindi scomparso dalla circolazione per un mese, finché le acque si sono un po’ calmate. Peraltro l’esercito e la polizia erano pronti a tutto per difendere la “legalità”, come confermato dagli attacchi e uccisioni da loro compiuti mesi dopo in occasione di una manifestazione pacifica. Gli inviati dell’Unione Europea hanno poi presentato al presidente pesanti osservazioni su tutto l’andamento delle elezioni con relative proposte, alcune delle quali sono state ufficialmente accolte.
Un’altra cosa che il governo ha dovuto accettare dalla massa, dai capi religiosi e dagli intellettuali è l’avvio di un processo costituzionale. Il testo fondamentale della nostra Unione è stato sempre elaborato dal partito al potere senza consultare il popolo, ed è tuttora segnato dal precedente monopartitismo, con strapotere del presidente: a volte viene paragonato ai re assoluti del passato se non a un dio in terra perché è lui che nomina generali, giudici, commissari, governatori di vario livello... Ma, una volta accettata la necessità di un cambiamento, il partito al potere ha presentato in parlamento una bozza che impedisce una vera discussione, accetta di modificare solo lievemente il testo attuale e intende rafforzare ulteriormente i poteri del presidente. Tutto per paura di perdere il potere. La reazione è stata tale che dopo pochi giorni la bozza è stata ritirata.
Questa è stata solo una delle tante disfatte di questo periodo. Un’altra è stata quella di presentare ai paesi benefattori, guidati dalla Gran Bretagna, un bilancio nazionale diverso da quello approvato in parlamento. Lo scopo era far apparire meno spese di gestione e più investimenti, in modo da ricevere più aiuti. Naturalmente gli Europei non sono fessi: hanno convocato una conferenza stampa e in presenza del ministro del bilancio hanno accusato il governo di tentata truffa.
Un’altra ancora, che viene tuttora seguita attentamente dalla popolazione, riguarda i contratti che negli anni passati il governo ha imposto all’ente nazionale dell’elettricità di fare con compagnie fantasma in mano a pezzi grossi del partito. Quando la cosa è emersa, portando alla dimissione del primo ministro, hanno fatto rompere all’ente tali contratti, per poi aprirgli una causa internazionale e richiedere miliardi di danni. Naturalmente l’hanno vinta, perché gli avvocati scelti (deputati del partito pagati milioni di dollari) non sono neppure andati a difendere la rottura dei contratti sulla base della loro illegalità conseguente alla corruzione di fondo (che in Italia si chiama mafia).
C’è poi stata l’ennesima esplosione di materiale bellico conservato male vicino a zone residenziali. Più di venti morti, 5 mila persone senza casa... ma come nei casi precedenti, non c’è stata responsabilizzazione di alcun colpevole, dato che si tratta di pezzi grossi del governo e dell’esercito.
La cosa più grave, però, è stato lo scontro deliberato con la Chiesa (Cattolici e gran parte dei Protestanti), accusata di appoggiare l’opposizione perché il presidente è musulmano. Mancando di altri argomenti, ha detto che i vescovi si sono messi in politica e per di più su base religiosa. Naturalmente subito gran parte dei seguaci di Maometto si è schierata dalla sua parte, anche sperando di ricevere l’approvazione dei loro tribunali islamici. In realtà i cristiani nel loro insieme hanno solo fatto presenti le ingiustizie più palesi, invitando i fedeli a stare attenti nel votare, ma senza appoggiare alcun candidato o partito. Recentemente il nostro cardinale, sempre così prudente, ha anche denunciato pesanti minacce ricevute personalmente: “Il mio sangue è nelle vostre mani, ma io non starò zitto”. La stessa cosa è accaduta ad altri che hanno avuto il coraggio di parlare.
Ciò che ha fatto dimenticare un po’ tutti questi problemi è stato un bicchiere di medicina erboristica offerto personalmente da un pastore luterano in pensione a chiunque abbia una malattia inguaribile, come AIDS, cancro, diabete, asma. Anche se la pianta da lui usata era conosciuta da tempo, lui sostiene che è Dio che gliel’ha indicata e che giorno per giorno gli dice come sviluppare quest’ attività. Tra l’altro il costo è veramente minimo (25 centesimi di euro) e basta bere una volta sola con fede! In due mesi lo hanno fatto oltre 100.000 persone, anche dall’estero, nonostante il posto sia sperduto e manchi di ogni struttura (ad esempio, cessi). Molti pezzi grossi vi si sono recati con tutta la famiglia tanto da rendere la cosa l’argomento principale dei giornali. In poco tempo gran parte dei capi religiosi ha preso posizione contraria, un po’ con argomenti seri, vedendoci abbastanza superstizione o fanatismo, un po’ per invidia, soprattutto da parte dei tanti pastori-guaritori pentecostali diventati quasi isterici a vedere scomparire tanti clienti. In ogni caso questa distrazione ha fatto piacere al governo sotto pressione, che ha dato il suo appoggio invece di chiedersi cos’è che nel sistema sanitario non va, costringendo il popolo a rivolgersi al miracolismo facile per una soluzione dei propri problemi. Intanto, visto che la cosa va, si sono avuti subito molti imitatori.
Per quanto riguarda noi frati e suore, è sempre la scuola ad attirare un interesse enorme, appunto un po’ fanatico o superstizioso, come se bastasse iscrivercisi per avere automaticamente buoni risultati. Continuando a costruire quasi senza soste, abbiamo raggiunto i 3.500 alunni. La gestione richiede sempre maggiore impegno. Anche per questo mi scuserete del ritardo.
Dio ci aiuti e ci dia la sua pace!
fr. Riccardo Maria
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