Circolari N 43
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Morogoro, 10-2-2008
Carissimi,
sono
già passati tre mesi dall’ultima circolare, in cui vi accennavo degli
attacchi portati dall’opposizione contro il governo. Hanno fatto centro! Sotto
la pressione dei “paesi benefattori”, che hanno preteso dal Presidente di
prendere sul serio le accuse fatte con tanto di nomi, prima si è accertato che
la Banca centrale ha perso 133 miliardi di scellini in prestiti a società
fantasma, costringendo a cambiarne il governatore. Poi una commissione
parlamentare istituita per esaminare le accuse nel settore elettrico ha potuto
accertare tante malefatte del governo da costringere il primo ministro a
dimettersi giovedì scorso. In Italia ci siete abituati, ma qui non era mai
successo! In 46 anni d’indipendenza abbiamo avuto solo 9 primi ministri! Già
ieri il presidente ha nominato Mizengo Peter Pinda a prenderne il posto,
invitando il parlamento ad approvarlo a pieni voti. L’opposizione ha accettato
con soddisfazione tale richiesta di una specie di unità nazionale difronte
all’emergenza poltica determinata dalla serie di grossi scandali. La suddetta
commissione ha detto che non si è trattato solo di corruzione, ma di
sfacciataggine nella corruzione, e che ha provato angoscia a vedere come alcuni
ministeri abbiano rifiutato assolutamente di mostrare i propri documenti. Al
contrario, la commissione ha lodato più volte il patriottismo dei giornalisti
che hanno seguito passo passo questa vicenda mirabolante portandola
continuamente all’attenzione del pubblico. Due di loro hanno pagato cara la
cosa, venendo assaltati dai soliti ignoti nel loro ufficio: a uno è stato
versato in faccia qualche acido, un’altro è stato preso a colpi di spada. La
mafia c’è dovunque...
Il
20 gennaio, durante un’ordinazione episcopale avvenuta in presenza dello
stesso primo ministro, il presidente della Conferenza dei Vescovi del nostro
paese aveva pronunciato le seguenti parole: “Non possiamo chiudere gli occhi
difronte a decisioni programmatiche che gravano pesantemente sulle spalle degli
ultimi come... l’aperta negligenza nell’affrontare i problemi direzionali di
istituti parastatali come la Compagnia Nazionale dell’Elettricità (TANESCO)
la cui serie di problemi si avvia a trovare soluzione aumentando in maniera
stupefacente il prezzo dell’energia. Crediamo che cercare di risolvere i
problemi della TANESCO o di altra compagnia pubblica aumentando il prezzo del
prodotto sia solo evitare le radici del problema prendendo la scorciatoia. Ci
spiace che piano piano si vadano formando pensieri e decisioni di scoraggiamento
che portano alcuni a credere che tali questioni e sfide siano talmente radicate
da rendere inutile ogni sforzo di affrontarle, dato che si ritiene siano
arrivate al punto di irrisolvibilità. Abbracciare tale posizione di
scoraggiamento è bestemmiare lo Spirito Santo”.
In
realtà da parte del governo non si trattava solo di “aperta negligenza” ma
di attiva pressione perché la TANESCO non potesse fare le proprie ponderate
scelte alla luce dei pareri degli esperti. Come forse ricorderete il paese è
rimasto circa un anno quasi al buio perché il governo le aveva imposto di
provvedere elettricità d’emergenza tramite una compagnia americana non
competente e non registrata in alcuno stato. Come se non bastasse il governo le
aveva imposto di rinnovare per due anni il contratto prima della scadenza, cioè
prima che le piogge rendessero possibile alle turbine delle nostre dighe di
produrre energia a sufficienza. Così, continuando a pagare miliardi al mese per
un servizio praticamente mai ricevuto, la TANESCO è stata costretta per
sopravvivere ad aumentare sempre più i propri prezzi, già più alti che in
tutta la regione. Per installare l’elettricità nella nostra scuola ci ha
chiesto l’equivalente di oltre 4000 euro! E pensare che i piloni non sono
affatto lontani. Per chi ce li ha proprio sopra casa, il costo
dell’installazione si avvicina ai 300 euro, cioè circa 6 mesi di stipendio
minimo!
Oggi,
predicando in cattedrale, ho collegato col tempo quaresimale appena avviato
l’urgenza di una conversione collettiva. Se no... La gente informata si rende
sempre più conto di come la corruzione sia dilagata a tutti i livelli;
d’altra parte molti hanno il terrore che, appoggiando l’opposizione, si
arrivi a situazioni come quelle del vicino Kenya. Allora, per amor di pace, si
è disposti ad ingerire tutto.
Quanto
a noi, siamo sempre più presi dalle scuole, visto che il numero degli alunni
continua a crescere, con tutto quello che ciò comporta. Le costruzioni della
nuova scuola si affiancano una all’altra abbastanza rapidamente, anche perché
non ci preoccupiamo delle rifiniture: a fare gli intonaci si fa sempre in tempo;
per ora c’è fretta di avere locali dato che la pressione popolare per un
posto in classe è davvero notevole. Sembra quasi che tutti vogliano studiare da
noi, considerando tre cose: la qualità degli insegnanti, l’impegno formativo
in campo di valori e il basso costo. Tra pochi giorni la nuova scuola supererà
i mille iscritti, dopo averne rifiutato a fatica altrettanti, mentre altre hanno
dovuto ridurre le classi di prima da 5 a 2 se non chiuderle del tutto per
mancanza di clienti. Naturalmente non è solo a causa nostra: quest’anno il
governo ha offerto posti di studio al 90% dei promossi della scuola
dell’obbligo.
Per
noi rifiutare ragazzi è un dolore ma anche una fatica, soprattutto perché
l’Africano non può comprendere né ammettere che non ci sia più posto...
Altra fatica è tenere i conti, perché qua ognuno paga come e quando può o
vuole. Ad esempio 200 dei 280 studenti di prima hanno completato l’anno scorso
lasciando debiti anche molto consistenti. Senza parlare di qualche disonestà da
parte di coloro che accoglievano i pagamenti, che mi ha costretto a cambiarli e
ridurne il numero, impegnandomi di più in persona: se no detta scuola, che come
sapete vuole autogestirsi, non potrebbe andare avanti. Intanto la registrazione
ufficiale da parte del governo si avvicina, dato che abbiamo superato lo stadio
più difficile, quello municipale. Quanto alla scuola gratuita i risultati della
quarta superiore sono stati migliori degli anni precedenti: possono entrare in
quinta, a cominciare da domani, 25 alunni, oltre ad alcuni dei ripetenti.
A
livello di comunità domenica scorsa Rosvita, Marta, Gustave ed Andrea hanno
fatto le loro promesse: così ora siamo 33 professi, il triplo di quando abbiamo
cominciato quasi 11 anni fa. La cosa più particolare è che l’ultimo nominato
prima di essere battezzato nell’anno 2000 si chiamava Ramadhani ed era
musulmano. Con sorpresa di tutti, alla professione era presente suo padre,
nonostante che il celibato sia inaccettabile per la tradizione tribale e per
quella islamica. E’ rimasto con noi una settimana e, lasciandoci, ci ha
esortati a continuare quest’opera. Ringraziamo Dio che dirige i cuori di tutti
sulle vie della pace!
DALLE
COSTITUZIONI:
2.10.
FEDELTA’
2.10.1.
Ognuno di noi ha il dovere e il diritto di realizzare la propria vocazione, e di
partecipare alla vita e all’attività della fraternità nei suoi vari livelli,
in conformità alle presenti costituzioni.
2.10.2.
La virtù di religione e il primo dei comandamenti di Dio richiedono che
mettiamo in pratica quanto gli abbiamo promesso così da mostrargli il rispetto
e l’amore che gli dobbiamo.
2.10.3.
Affinché desideriamo maggiormente fare ciò e impegnarci secondo la legge
interiore, che è lo Spirito Santo in persona, leggiamo in comune ogni giorno un
passo delle costituzioni; inoltre una volta al mese rinnoviamo la nostra
promessa dopo aver letto l’intera regola, l’ammonizione e la maledizione di
san Francesco.
2.10.4.
Imploriamo per noi le grazie necessarie a metterle in pratica, meditandole
spesso e trattandone nelle nostre riunioni, perché penetrino sempre più la
vita di ognuno e dell’intera comunità e ci aiutino a puntare alla santità e
a fare apostolato come Dio richiede da noi.
2.10.5.
Per la sua fedeltà egli non può pentirsi della vocazione eccellente che ci ha
concesso; allo stesso modo noi siamo fedeli a lui confidando nella grazia che
non ci può mai mancare, purché vegliamo e preghiamo senza stancarci.
2.10.6.
Con queste certezze corriamo per la via stretta della vita, così da ottenere la
corona incorruttibile, poiché sappiamo che molti entrano nello stadio senza
successo.
2.10.7.
Guardiamoci dalla tiepidezza che è l’inizio dell’apostasia, e non seguiamo
i modelli del mondo, ma continuiamo ad offrirci come sacrificio vivente, santo e
gradito a Dio.
2.10.8.
La tonaca che indossiamo notte e giorno, e il nostro stile povero nel suo
complesso, sono fatti apposta per aiutarci a perdurare nella nostra vocazione, e
inoltre per stupire e far riflettere gli altri.
2.10.9.
Perciò non ce ne vergogniamo, ma stiamo attenti a che il nostro cuore
corrisponda all’aspetto esteriore nella misura in cui questo mostra umiltà e
pulizia.
N.B. Ricordo a tutti
l’indirizzo del nostro sito: www.unwa.tk
Inoltre se avete un
indirizzo elettronico e ce lo fate conoscere, sarà più facile, rapido ed
economico farvi avere le presenti circolari.