Circolari N 43

 

 

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«Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto;

e chi èdisonesto nel poco, è disonesto anche nel molto» (Luca 16,10).

Morogoro, 10-2-2008

Carissimi,

sono già passati tre mesi dall’ultima circolare, in cui vi accennavo degli attacchi portati dall’opposizione contro il governo. Hanno fatto centro! Sotto la pressione dei “paesi benefattori”, che hanno preteso dal Presidente di prendere sul serio le accuse fatte con tanto di nomi, prima si è accertato che la Banca centrale ha perso 133 miliardi di scellini in prestiti a società fantasma, costringendo a cambiarne il governatore. Poi una commissione parlamentare istituita per esaminare le accuse nel settore elettrico ha potuto accertare tante malefatte del governo da costringere il primo ministro a dimettersi giovedì scorso. In Italia ci siete abituati, ma qui non era mai successo! In 46 anni d’indipendenza abbiamo avuto solo 9 primi ministri! Già ieri il presidente ha nominato Mizengo Peter Pinda a prenderne il posto, invitando il parlamento ad approvarlo a pieni voti. L’opposizione ha accettato con soddisfazione tale richiesta di una specie di unità nazionale difronte all’emergenza poltica determinata dalla serie di grossi scandali. La suddetta commissione ha detto che non si è trattato solo di corruzione, ma di sfacciataggine nella corruzione, e che ha provato angoscia a vedere come alcuni ministeri abbiano rifiutato assolutamente di mostrare i propri documenti. Al contrario, la commissione ha lodato più volte il patriottismo dei giornalisti che hanno seguito passo passo questa vicenda mirabolante portandola continuamente all’attenzione del pubblico. Due di loro hanno pagato cara la cosa, venendo assaltati dai soliti ignoti nel loro ufficio: a uno è stato versato in faccia qualche acido, un’altro è stato preso a colpi di spada. La mafia c’è dovunque...

Il 20 gennaio, durante un’ordinazione episcopale avvenuta in presenza dello stesso primo ministro, il presidente della Conferenza dei Vescovi del nostro paese aveva pronunciato le seguenti parole: “Non possiamo chiudere gli occhi difronte a decisioni programmatiche che gravano pesantemente sulle spalle degli ultimi come... l’aperta negligenza nell’affrontare i problemi direzionali di istituti parastatali come la Compagnia Nazionale dell’Elettricità (TANESCO) la cui serie di problemi si avvia a trovare soluzione aumentando in maniera stupefacente il prezzo dell’energia. Crediamo che cercare di risolvere i problemi della TANESCO o di altra compagnia pubblica aumentando il prezzo del prodotto sia solo evitare le radici del problema prendendo la scorciatoia. Ci spiace che piano piano si vadano formando pensieri e decisioni di scoraggiamento che portano alcuni a credere che tali questioni e sfide siano talmente radicate da rendere inutile ogni sforzo di affrontarle, dato che si ritiene siano arrivate al punto di irrisolvibilità. Abbracciare tale posizione di scoraggiamento è bestemmiare lo Spirito Santo”.

In realtà da parte del governo non si trattava solo di “aperta negligenza” ma di attiva pressione perché la TANESCO non potesse fare le proprie ponderate scelte alla luce dei pareri degli esperti. Come forse ricorderete il paese è rimasto circa un anno quasi al buio perché il governo le aveva imposto di provvedere elettricità d’emergenza tramite una compagnia americana non competente e non registrata in alcuno stato. Come se non bastasse il governo le aveva imposto di rinnovare per due anni il contratto prima della scadenza, cioè prima che le piogge rendessero possibile alle turbine delle nostre dighe di produrre energia a sufficienza. Così, continuando a pagare miliardi al mese per un servizio praticamente mai ricevuto, la TANESCO è stata costretta per sopravvivere ad aumentare sempre più i propri prezzi, già più alti che in tutta la regione. Per installare l’elettricità nella nostra scuola ci ha chiesto l’equivalente di oltre 4000 euro! E pensare che i piloni non sono affatto lontani. Per chi ce li ha proprio sopra casa, il costo dell’installazione si avvicina ai 300 euro, cioè circa 6 mesi di stipendio minimo!

Oggi, predicando in cattedrale, ho collegato col tempo quaresimale appena avviato l’urgenza di una conversione collettiva. Se no... La gente informata si rende sempre più conto di come la corruzione sia dilagata a tutti i livelli; d’altra parte molti hanno il terrore che, appoggiando l’opposizione, si arrivi a situazioni come quelle del vicino Kenya. Allora, per amor di pace, si è disposti ad ingerire tutto.

Quanto a noi, siamo sempre più presi dalle scuole, visto che il numero degli alunni continua a crescere, con tutto quello che ciò comporta. Le costruzioni della nuova scuola si affiancano una all’altra abbastanza rapidamente, anche perché non ci preoccupiamo delle rifiniture: a fare gli intonaci si fa sempre in tempo; per ora c’è fretta di avere locali dato che la pressione popolare per un posto in classe è davvero notevole. Sembra quasi che tutti vogliano studiare da noi, considerando tre cose: la qualità degli insegnanti, l’impegno formativo in campo di valori e il basso costo. Tra pochi giorni la nuova scuola supererà i mille iscritti, dopo averne rifiutato a fatica altrettanti, mentre altre hanno dovuto ridurre le classi di prima da 5 a 2 se non chiuderle del tutto per mancanza di clienti. Naturalmente non è solo a causa nostra: quest’anno il governo ha offerto posti di studio al 90% dei promossi della scuola dell’obbligo.

Per noi rifiutare ragazzi è un dolore ma anche una fatica, soprattutto perché l’Africano non può comprendere né ammettere che non ci sia più posto... Altra fatica è tenere i conti, perché qua ognuno paga come e quando può o vuole. Ad esempio 200 dei 280 studenti di prima hanno completato l’anno scorso lasciando debiti anche molto consistenti. Senza parlare di qualche disonestà da parte di coloro che accoglievano i pagamenti, che mi ha costretto a cambiarli e ridurne il numero, impegnandomi di più in persona: se no detta scuola, che come sapete vuole autogestirsi, non potrebbe andare avanti. Intanto la registrazione ufficiale da parte del governo si avvicina, dato che abbiamo superato lo stadio più difficile, quello municipale. Quanto alla scuola gratuita i risultati della quarta superiore sono stati migliori degli anni precedenti: possono entrare in quinta, a cominciare da domani, 25 alunni, oltre ad alcuni dei ripetenti.

A livello di comunità domenica scorsa Rosvita, Marta, Gustave ed Andrea hanno fatto le loro promesse: così ora siamo 33 professi, il triplo di quando abbiamo cominciato quasi 11 anni fa. La cosa più particolare è che l’ultimo nominato prima di essere battezzato nell’anno 2000 si chiamava Ramadhani ed era musulmano. Con sorpresa di tutti, alla professione era presente suo padre, nonostante che il celibato sia inaccettabile per la tradizione tribale e per quella islamica. E’ rimasto con noi una settimana e, lasciandoci, ci ha esortati a continuare quest’opera. Ringraziamo Dio che dirige i cuori di tutti sulle vie della pace!

 

 

DALLE COSTITUZIONI:

2.10. FEDELTA’

 

2.10.1. Ognuno di noi ha il dovere e il diritto di realizzare la propria vocazione, e di partecipare alla vita e all’attività della fraternità nei suoi vari livelli, in conformità alle presenti costituzioni.

2.10.2. La virtù di religione e il primo dei comandamenti di Dio richiedono che mettiamo in pratica quanto gli abbiamo promesso così da mostrargli il rispetto e l’amore che gli dobbiamo.

2.10.3. Affinché desideriamo maggiormente fare ciò e impegnarci secondo la legge interiore, che è lo Spirito Santo in persona, leggiamo in comune ogni giorno un passo delle costituzioni; inoltre una volta al mese rinnoviamo la nostra promessa dopo aver letto l’intera regola, l’ammonizione e la maledizione di san Francesco.

2.10.4. Imploriamo per noi le grazie necessarie a metterle in pratica, meditandole spesso e trattandone nelle nostre riunioni, perché penetrino sempre più la vita di ognuno e dell’intera comunità e ci aiutino a puntare alla santità e a fare apostolato come Dio richiede da noi.

2.10.5. Per la sua fedeltà egli non può pentirsi della vocazione eccellente che ci ha concesso; allo stesso modo noi siamo fedeli a lui confidando nella grazia che non ci può mai mancare, purché vegliamo e preghiamo senza stancarci.

2.10.6. Con queste certezze corriamo per la via stretta della vita, così da ottenere la corona incorruttibile, poiché sappiamo che molti entrano nello stadio senza successo.

2.10.7. Guardiamoci dalla tiepidezza che è l’inizio dell’apostasia, e non seguiamo i modelli del mondo, ma continuiamo ad offrirci come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio.

2.10.8. La tonaca che indossiamo notte e giorno, e il nostro stile povero nel suo complesso, sono fatti apposta per aiutarci a perdurare nella nostra vocazione, e inoltre per stupire e far riflettere gli altri.

2.10.9. Perciò non ce ne vergogniamo, ma stiamo attenti a che il nostro cuore corrisponda all’aspetto esteriore nella misura in cui questo mostra umiltà e pulizia.

 

 

 

 

N.B. Ricordo a tutti l’indirizzo del nostro sito: www.unwa.tk

Inoltre se avete un indirizzo elettronico e ce lo fate conoscere, sarà più facile, rapido ed economico farvi avere le presenti circolari.