Circolari N 39

 

 

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«Poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio,

Dio li ha abbandonati in balia d’una intelligenza depravata,

sicché commettono ciò che è indegno» (Rom. 1,28).

Morogoro, 7-3-2007

Carissimi,

è passato molto tempo dall’ultima circolare. Come potete intuire, l’impegno più grosso che mi ha distolto dallo scrivere è stato l’avvio della nuova scuola superiore (denominata A.L.F.A. = Auto Liberation for Africa). La pressione per ottenervi un posto è stata e continua tuttora ad essere molto forte. Per la prima classe avevamo progettato due sezioni di sessanta studenti ciascuna, invece abbiamo dovuto allestirne in tre o quattro settimane altre tre. Le classi per chi vuole ripetere gli esami nazionali di quarto sono ormai tre. Quella accelerata di quinto e sesto è altrettanto piena. I nostri ostelli hanno già 200 collegiali. Tutto questo ha comportato molto lavoro, anche edilizio e di falegnameria, con grande soddisfazione dei mastri, che prevedono la necessità di una continua crescita, e quindi la possibilità di guadagnare senza intervalli. Entro Pasqua dovremo costruire e allestire altre due aule per il quinto; poi ci vorranno due laboratori di scienza, poi...

A creare tali necessità hanno contribuito la fama e fiducia di cui godiamo noi e i nostri professori, il costo ridotto, ma anche il ritardo della programmazione governativa. Forse ricorderete che alcuni anni fa lo stato aveva abolito la tassa scolastica per le primarie, recuperando all’istruzione masse di bambini poveri rimastine privi (dopo i tagli al relativo bilancio imposti dall’estero per risanare l’economia). Così l’anno scorso gli alunni dei sette anni della scuola dell’obbligo hanno avvicinato i 9 milioni (quasi un quarto della popolazione complessiva), ed un numero all’incirca doppio di quello degli anni precedenti ha passato l’esame di ammissione alle superiori. Se non che in queste mancano le aule e soprattutto gli insegnanti... Il governo sta cercando affannosamente di gonfiare i propri numeri per accogliere in qualche modo il 75% di quelli che ne hanno diritto. Proprio ieri durante il consiglio presbiterale della diocesi ha inviato i propri rappresentanti a chiedere in prestito alcuni locali vicini alla curia per adibirli ad aule.

Ciononostante la gente in genere non ha fiducia nelle scuole pubbliche: preferisce quelle private e soprattutto quelle dirette dalla Chiesa Cattolica o da altre denominazioni cristiane. Quindi chi può paga di più per procurare ai propri figli un’istruzione decente che gli assicurerà un posto nella vita. E’ commovente vedere tanti genitori veramente affannati per i propri figli, soprattutto quando alle motivazioni economiche si aggiungono quelle morali. Sanno che se restano a casa si perdono presto, assorbiti dall’ambiente corrotto della città. Il che da queste parti vuol dire AIDS quasi sicuro e morte in pochi anni. Se almeno sono presi dagli studi possono essere meno tentati. Anche qui si sa che l’ozio è il padre dei vizi...

Solo la religione costituisce un antidoto all’andazzo sempre più sfacciato propagandato soprattutto dalla TV. Come sapete, da queste parti si tratta in gran parte delle più varie denominazioni cristiane e musulmane che cercano di convivere, ma senza poter evitare punte fondamentaliste. La scuola riflette fedelmente tale situazione: abbiamo in affido i figli di questa gente, e cerchiamo di educarli alla pace, come già nella prima scuola. La novità, per noi, è la conduzione degli ostelli. A parte i tabù in fatto di cibo, ti puoi ritrovare di sera con ragazzi che per la Quaresima non hanno mangiato né bevuto niente dal giorno precedente ed hanno bisogno di rifarsi. Oppure puoi sentire che di notte due gruppi di maschi erano pronti a darsi battaglia in nome della fede, e che varie ragazze hanno preso l’abitudine di vegliare, pregando, cantando e predicando a qualsiasi ora, senza tener conto di chi vuol dormire... Forse vi sorprenderete di cose del genere. In realtà si tratta di aver fiducia nei giovani che, con l’aiuto della grazia, possono assorbire valori come fanno per i disvalori proposti loro in modo più insistente.

Cambiando argomento, recentemente la Tanzania è stata alla ribalta della cronaca per una serie di avvenimenti. Prima c’è stata la nomina della nostra ministra degli esteri a sottosegretaria delle Nazioni Unite. Una donna africana per un posto così importante è un bel segno dei tempi. Speriamo faccia onore alla sua femminilità e maternità, nonché ai migliori valori della nostra nazione, e non si faccia assorbire da quelle logiche infernali (naturalmente dominate da interessi economici) che stanno trasformando l’ONU in uno strumento privilegiato di globalizzazione dell’immoralità sessuale e dello sterminio dei bambini non nati (OMS e UNICEF in testa).

Subito dopo si è tenuto a Dar es Salaam il Simposio delle Conferenze Episcopali d’Africa e Madagascar per affrontare problemi comuni al nostro continente. Al termine il nostro Cardinale, Policarp Pengo, è stato eletto presidente dello stesso SCEAM (o SECAM). Un altro segno di stima per il nostro paese e per la sua Chiesa, che ha fatto piacere anche ai non Cattolici.

Il mese scorso la nostra Dar es Salaam è stata anche il luogo d’incontro degli arcivescovi anglicani di tutto il mondo, costretti ad affrontare la più grossa crisi nella storia della loro denominazione (80 milioni di cristiani, ormai in maggioranza assoluta Africani). Come penso sappiate, al centro dei contrasti che stavano portandoli a separarsi definitivamente si sono verificati in alcuni paesi la tentata ordinazione delle donne e soprattutto, più recentemente, l’accettazione dell’omosessualità come fatto normale anche per la gerarchia. Con la preghiera di molti, soprattutto da queste parti, la riunione è arrivata non ad un compromesso, ma ad una posizione chiara di rifiuto almeno di tale comportamento, chiaramente condannato dalla Bibbia come contrario alla natura umana. Gli Africani hanno avuto una parte decisiva, arrivando al rifiuto anche degli aiuti economici di cui hanno bisogno da parte dei correligionari d’oltre oceano. La popolazione locale, che seguiva da tempo e con attenzione gli sviluppi della problematica, ha potuto tirare un vero sospiro di sollievo. Sarebbe bene che non solo gli Anglicani fossero attenti a quanto si pensa in ambienti meno inquinati in tutti i sensi...

So bene che anche l’Italia si trova difronte a spinte distruttive di questo genere, nonostante la famiglia vi si conservi meglio che in altri paesi occidentali. Mi auguro che tanti sofismi non vi impediscano di vedere le cose come sono: la bellezza austera e semplice dell’amore matrimoniale generosamente aperto alla vita, in contrasto con lo squallore di “affetti” instabili e senza frutto, che deturpano la vita psico-fisica, concludendosi spesso in morti accelerate da suicidi, droghe, alcool e malattie. Ci si può gloriare in piazza di essere “gaii”, ma ciò non serve a risolvere i propri “guai”, poiché la realtà interiore resta quella che è, con tutta l’insoddisfazione di un’esistenza “gaudente e disperata” (come l’ha definita a Natale papa Benedetto).

Al riguardo si sta arrivando a situazioni paradossali, cercando di costringere tutti, non a rispettare e a provare pena per chi soffre di tali deviazioni, ma a legittimarle come equivalenti alle scelte buone. Purtroppo la strada all’accettazione di simili aberrazioni è stata a lungo preparata dall’uso dei metodi contraccettivi, che hanno separato nella sessualità ciò che Dio aveva congiunto: l’aspetto unitivo e quello procreativo. Una volta fatto questo passo, ogni tipo di sfogo diventa possibile e accettabile... Anche perché si è perso, oltre alla bussola e al linguaggio dell’etica, la capacità stessa di pensare in modo moralmente razionale. Non ci si può basare solo su sentimenti né esprimersi con fischi e censure per chi presenta argomenti solidi, confortati da dati ed evidenze. Ringrazio Dio che qui si può parlare liberamente in chiesa, a scuola e dappertutto, mentre nell’Europa dei diritti c’è già chi è finito in carcere solo per aver detto che i rapporti omosessuali sono peccato... Vedremo dove si arriverà, soprattutto nel Regno Unito dopo anni di pragmatica amministrazione Blair (tra l’altro recentemente implicato nella vendita di un radar alla Tanzania a prezzo quasi doppio del reale, e con una commissione del 30% per l’indiano che ha reso possibile l’accordo).

A proposito di vita morale, è finalmente uscito un altro libro in swahili che ho preparato per oltre dieci anni: la traduzione abbreviata di un classico della teologia spirituale del XX secolo. Si tratta di “Le tre età della vita interiore, preludio di quella del cielo”, opera del domenicano R. Garrigou-Lagrange, che in materia fu maestro del giovane sacerdote Karol Woityla... L’ho condensata in un unico volume in modo da contenerne al massimo il prezzo, così che possa avere una discreta diffusione ed aiutare i cristiani di qua a capire come diventare santi, che è la cosa più importante da fare su questa terra. Finora mancava un’opera del genere: c’erano soltanto libretti più o meno devozionali con un po’ di buoni spunti, senza però quella visione completa che è normalmente necessaria. E’ vero che lo Spirito Santo quando vuole può farne fare a meno, ma non è facile seguire le sue direttive discernendole da quelle che ci vengono invece dalla nostra umanità corrotta se non dai demoni.

Concludo augurandovi tale necessario discernimento specie durante il cammino quaresimale verso la pace pasquale!

Vostro fr. Riccardo Maria

 

 

DALLE COSTITUZIONI:

7.1. UNITA’

 

7.1.1. Gesù, primogenito tra molti fratelli, pregò e mostrò la via dell’amore, poi diede la sua vita e inviò il suo Spirito affinché tutti i figli di Dio che erano dispersi divenissero una cosa sola col Padre che l’aveva mandato.

7.1.2. La buona notizia in cui crediamo e che annunziamo è che egli ci ha resi la famiglia di Dio, cioè figli del Padre e fratelli tra noi.

7.1.3. Nelle nostre vene scorre lo stesso sangue, cioè il sangue di Gesù Cristo; e noi abbiamo la vita tramite lo stesso spirito, cioè lo Spirito dell’amore di Dio.

7.1.4. La Chiesa incoraggia le persone a fondare associazioni di ogni tipo, e le nazioni a collaborare, per dare sviluppo all’umanità di ognuno e alla fraternità tra tutti, conforme al piano del Creatore.

7.1.5. In modo particolare accoglie con gratitudine il carisma della vita comunitaria che sorge nel suo seno e ne rende visibile il mistero, che cioè la Chiesa è soprattutto comunione degli esseri umani con Dio e tra di loro.

7.1.6. Tutte le particolarità della vita consacrata sono in rapporto con tale carisma: la castità nel celibato ci permette di essere autentici nell’amore fraterno, la povertà ci conduce a condividere tutto, l’obbedienza edifica l’unità, inoltre la preghiera ci raduna in presenza di Dio e l’apostolato attinge forza dalla testimonianza comune.

7.1.7. Accogliendo tra noi il Cristo vittorioso, diamo nuova vita e diffusione a quella fraternità autentica e gioiosa che apparve chiaramente tra san Francesco e i suoi compagni, nonché tra loro e tutte le creature, come conseguenza della loro unione con la santa Trinità.

7.1.8. Come discepoli di Gesù riconoscibili subito, puntiamo sempre a tale unità con quell’amore che egli stesso ci ha comunicato da parte di Dio e che perciò è più forte della morte.

7.1.9. In questo modo tutti vengano attratti dalla bellezza di questo suo progetto e vedano come attuarlo, riaprendo le vie del dialogo tra coloro che non s’intendono, fino a che l’amore riempia l’universo.

 

 

 

N.B. Ricordo a tutti l’indirizzo del nostro sito: www.unwa.tk

Inoltre se avete un indirizzo elettronico e ce lo fate conoscere, sarà più facile, rapido ed economico farvi avere le presenti circolari.