Circolari N 38
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«... la temperanza e la prudenza, la giustizia e la fortezza,
delle quali nulla è più utile agli uomini nella vita» (Sap. 8,7).
Morogoro,
26-11-2006
Carissimi,
avendo tardato a scrivervi questa lettera di ringraziamento per quanto avete fatto per me durante il mio viaggio in Italia, ho potuto riflettere a lungo su quanto visto lassù. Questa volta la cosa che più mi ha colpito è stata la “sbragata” generale che rende sempre più difficile il lavoro educativo, fino a portare alla rassegnazione, soprattutto in campo sessuale, che non è certo il meno decisivo. Ho notato quanto ora sia diffusa l’informazione e la cura (se non la preoccupazione) per la salute fisica. Purtroppo non ne ho notata altrettanta per l’igiene mentale, che è ancora più importante: tramite i mass media si ingerisce (e si lascia ingerire ai figli) tanta porcheria, senza pensare alle conseguenze. Secoli prima di Cristo i grandi filosofi greci avevano individuato le quattro grandi virtù che ci rendono veramente umani: come si può vivere bene senza abbastanza prudenza, giustizia, fortezza e temperanza (con le altre che ad esse fanno capo)? Ormai non so quanti ne tengano conto nella propria vita personale e nella formazione delle nuove generazioni: magari si deride il termine stesso “virtù” (etimologicamente “forza” di dominarsi).
Se per descrivere l’ambiente che ho incontrato tra voi ho usato il termine “debosciato” è perché mi è sembrato il più appropriato. Spero non ve ne siate offesi. Del resto è così, con disprezzo, che il Terzo Mondo vi vede, anche se naturalmente vi segue, sedotto dalla tentazione vivente che voi costituite. Le reazioni violente, soprattutto da parte di settori musulmani, dipendono anche da questo. E’ il rifiuto istintivo di un’ex civiltà ormai decaduta, perché senza valori di riferimento, a parte la più soggettivistica ricerca di ciò che piace. Se è vero che un terzo dei parlamentari italiani usano la droga, è facile capire a che punto siete e perché continuiate ad andare in discesa, a cominciare dalla legislazione e dalla morale. Peraltro i dati sono molti: come quello sui 10 milioni di voi che vanno dai maghi (ne ho visti diversi in piena Roma), e quello sui 13 miliardi e mezzo di euro di cibo che buttate ogni anno nella pattumiera, quando si sa che il consumismo è ambientalmente insostenibile e soprattutto che ci sono centinaia di milioni di fratelli e di sorelle senza il necessario. Se poi tutto questo vi paresse normale, la cosa sarebbe proprio allucinante.
Confrontando tale realtà con la mia storia, ho ringraziato Dio della famiglia da cui mi ha tratto, della parrocchia in cui mi ha formato, di un popolo ricco di santi e di artisti che hanno stimolato e arricchito la mia giovane personalità, delle esperienze attraverso cui mi ha fatto passare in quella città unica al mondo che si chiama Roma... anche se il mio cuore è sempre rimasto più ammaliato dalla semplicità della cittadina medievale di Fabriano dove vivevano i miei nonni. Da una prospettiva africana, oltre alla visita a mia madre, quella alle loro tombe e a quella di mio padre, che vedevo per la prima volta, era tra le mete principali del mio viaggio, insieme a quella alle reliquie dei santi Pietro e Paolo, Romualdo, Francesco... Come si può essere così incoscienti da sperperare un patrimonio del genere?
Tornato qua, ho ripreso con nuova lena il lavoro, o forse il lavoro ha ripreso me... A Kiroka stiamo svolgendo l’annuale corso vocazionale per dieci aspiranti alla nostra vita, qua abbiamo cominciato lo studio del vangelo di Matteo con una ventina di fratelli e sorelle della comunità, abbiamo accolto circa 120 giovani alla nostra scuola superiore, abbiamo festeggiato il completamento del primo livello di studi di altri 66, abbiamo iniziato altre costruzioni alla stessa scuola, mentre un nostro confratello che si trova al sud dirige quelle per la prossima che, secondo le possibilità e le esigenze locali sarà invece professionale (sartoria per ragazze).
A un paio di chilometri da qua, invece, apriremo a gennaio un’altra scuola superiore, usufruendo di locali della diocesi pressoché inutilizzati che ora stiamo riparando ed ampliando. Abbiamo deciso di aprire questo nuovo sbocco alle tantissime richieste di un posto in cui ricevere istruzione ma non solo... Molti genitori che possono, sono disposti a pagare di più pur di affidare i figli a chi trasmetterà loro anche valori morali. A differenza della nostra scuola attuale, la nuova non sarà gratis, ma si atterrà a tasse minime rispetto alle altre scuole private (la metà se non un terzo, cioè quasi 100 euro l’anno per studiare). Proprio ieri abbiamo selezionato una parte di quelli che dovrebbero essere i primi iscritti. Data la fama che abbiamo acquistato, in meno di un mese si sono prenotati in 200 un po’ da tutto il paese. Una delle novità è che ci sarà la possibilità di dormire e mangiare in convitto (a 150 euro l’anno). E’ una cosa di cui si vede l’esigenza anche nella scuola attuale, dato che sono veramente ormai tanti i nostri studenti che vivono in affitto nel quartiere, con costi superiori, difficoltà di autogestione e soprattutto problemi morali, in specie per le ragazze, sempre in stato d’assedio. Naturalmente tutto ciò incide molto sul rendimento scolastico.
Aggiungo che quest’anno la pioggia non è mai veramente cessata, ed ora continua bene, dando speranza che a febbraio si possa cominciare a raccogliere e quindi ad avere cibo a prezzo più accessibile. Infine, otto nostri novizi si stanno preparando ad emettere la loro prima professione il 6 gennaio prossimo. Con queste notizie in breve giungo al termine, augurandovi che l’Avvento risvegli in tutti voi il desiderio della salvezza, cioè dell’unico Salvatore, e che il Natale vi riempia della sua gioia e pace!
Vostro fr. Riccardo Maria
DALLE COSTITUZIONI:
6.1. LA VERGINE OBBEDIENTE
8.8.1. L’umile Maria, appena sentì le parole dell’angelo Gabriele, accolse con magnanimità la volontà di Dio offrendosi totalmente al servizio della persona e dell’opera di Gesù, servo obbediente.
8.8.2. Affinché Dio possa portare a compimento il lavoro che ha iniziato in noi e tramite noi, abbandoniamoci con gioa nelle mani del Padre, accogliendo tutto ciò che ci dà, dandogli tutto ciò che ci toglie o richiede, accettando con pura fede che ci usi come vuole, ascoltando ed attuando ciò che ci dice attraverso le sue creature, soprattutto quelle che ci guidano, offrendogli l’intelligenza e la volontà, le grazie spirituali e naturali nella fedele attuazione di ciò che ci viene ordinato.
8.8.3. Per rendere ciò più facile, ognuno di noi corrisponda all’amore della Madre Maria, affidandosi a lei in modo speciale per esserne aiutato a divenire sacrificio d’amore al Padre e strumento della sua pace per la gente.
8.8.4. Così, tramite lei, sarà Gesù a pensare nelle nostre menti, a lavorare con le nostre mani, e ad amare con i nostri cuori.
8.8.5. Impariamo dalla Madre della Chiesa a rapportarci ai nostri
compagni con semplicità ed amore anche quando le relazioni tra noi devono
seguire delle leggi, perché proprio l’amore è la pienezza della legge.
N.B. Ricordo a tutti
l’indirizzo del nostro sito: www.unwa.tk
Inoltre se avete un
indirizzo elettronico e ce lo fate conoscere, sarà più facile, rapido ed
economico farvi avere le presenti circolari.