Circolari N 37
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«Io ho piantato, Apollo ha irrigato,
ma è Dio che ha fatto crescere» (1Corinzi 3,6)
Morogoro,
30-8-2006
Carissimi,
penso bene scrivervi queste righe anche se tra un mesetto dovrei essere in Italia (precisamente dal 22 settembre all’11 ottobre).
Come previsto, il nostro Capitolo generale di luglio ha provveduto a darmi il cambio come servo del ramo maschile. Dopo nove anni (la massima durata permessa) tale responsabilità tocca ora a fr. Daudi, in comunità dall’ormai lontano 1992 e professo perpetuo da pochi giorni (insieme a fr. Bruno). Ora giuridicamente sono il suo primo consigliere, ma allo stesso tempo è stato sottolineato il mio ruolo permanente come “iniziatore”, tanto che il vescovo ha deciso che debba partecipare anche alle riunioni del Consiglio femminile (senza diritto di voto).
Tra le altre decisioni prese in Capitolo (o subito dopo) segnalo l’avvio di una scuola di cucito da parte della comunità di Kapelekesi e di un asilo infantile a Langali. Allo scopo le sorelle torneranno sulle montagne del sud e i fratelli su quelle di qua. Come sapete la nostra associazione è unica, per cui è possibile scambiarci i conventini secondo l’opportunità. Inoltre vogliamo rafforzare l’impegno apostolico in vari campi, come già fatto nei primi giorni del mese in occasione dell’annuale fiera dell’agricoltura che si tiene a due passi da qua. Nel settore destinato all’associazione ecumenica abbiamo costruito due piccoli padiglioni, di cui uno per propagandare la radio diocesana e uno per le nostre attività in difesa della vita e per la procreazione responsabile con metodi naturali. Oltre ai soliti cartelloni, vi abbiamo usato per la prima volta delle videocassette: quelle sui metodi abortivi sono state particolarmente scioccanti per la massa di gente passata di là. Di fronte alla cruda realtà le belle parole sui cosiddetti “diritti civili” e sulla “libertà di scelta” appaiono in tutta la loro ipocrisia, come una onorevole copertura per quella che è effettivamente una strage degli innocenti. La cosa più preoccupante è che il trattato internazionale per l’istituzione dell’Unione Africana prevede per tutti gli stati membri l’obbligo di approvare l’aborto in difesa dei diritti della donna. Naturalmente la cosa, per niente africana, è stata fatta passare dalla diplomazia e finanza internazionale.
In questo periodo la nostra scuola ha avuto la prima morta: non è successo per aborto né per AIDS, ma per un singolare miscuglio locale di passato e presente che merita di essere raccontato. Getruda era la nipote di una nostra suora. Dopo essere rimasta bloccata negli studi superiori, era venuta a frequentare da noi il secondo anno. Poi si era assentata per un altro anno a motivi di problemi vari di salute, risolti lentamente in ospedali o con cure tradizionali. Alla fine dell’anno scorso era morto suo padre (cristiano, mentre la madre è musulmana, purtroppo impazzita). A gennaio era tornata per frequentare il terzo. Le zie che la mantenevano avevano pensato di procurarle un telefonino per facilitare le comunicazioni tra loro, però dopo un po’ lei pensò necessario venderlo. Quando le zie lo seppero le fecero tante ramanzine minacciandole di sospendere gli aiuti se avesse ripetuto il gesto. Purtroppo mentre un vicino le ricaricava il telefonino, qualcuno lo fece sparire. Disperata per le possibili conseguenze, decise di cercare aiuto da una maga, dove fu portata da un’altra studentessa. L’oracolo fu che il telefonino sarebbe stato restituito, però se voleva che ciò avvenisse presto poteva usare alcune medicine tradizionali per uso interno ed esterno. L’ammonizione severa, come sempre, fu di non usare contemporaneamente medicine moderne, soprattutto iniezioni. Adempiute accuratamente tutte le prescrizioni, cominciò a dare i numeri, tanto che le compagne chiamarono la zia suora, la quale chiamò in aiuto delle infermiere. La decisione presa fu di somministrarle una serie di iniezioni antimalariche, nonostante la ragazza si opponesse con forza, senza però avere il coraggio di dire che era andata dalla maga ed averne usato gli intrugli. Nel giro di poche ore cominciò a perdere sangue da tutte le parti spirando appena arrivata in ospedale. Se ci volete credere, dopo pochi giorni la zia ha passato una notte in bianco avendo visto una fiamma di fuoco entrargli in stanza...
La superstizione è dura a morire, come dimostra l’esperienza italiana di 2000 anni di cristianesimo. Anche in questi giorni ho dovuto investigare su un’altra studentessa presa dai suoi compagni per strega in base a sintomi molto aleatori. Qua si tratta di una delle accuse più gravi, perché comporta il bando (se non la morte, come capita a centinaia di persone l’anno, soprattutto nel nord-ovest del paese). La paura fa novanta, specie da queste parti... e la psicologia di massa è sempre quella. E’ un lavoro di educazione da cominciare ogni volta daccapo, senza stancarsi, con le varie generazioni e le varie persone che si succedono su questa terra, perché non ripetano errori tragicamente già commessi. Basta ricordare le famose cacce dei secoli scorsi in Germania e altrove, o il manzoniano “Dalli all’untore!” in tempi di peste. Allo scopo la Chiesa in questo paese continua ad estendere rapidamente la sua attività in campo scolastico, dopo la nazionalizzazione delle sue scuole negli anni ’70 e poi il ripristino della libertà in questo settore. Giustamente il documento di base per le discussioni ecclesiali in vista del secondo Sinodo Africano cita la scuola cattolica come il migliore (forse) strumento di evangelizzazione finora realizzato nel nostro continente. Proprio per questo è anche ottimo strumento di crescita umana e di riconciliazione, come richiesto dall’ambiente.
Un problema che diventa sempre più acuto è quello dell’elettricità, anche perché quando c’è, molta gente non bada al risparmio. Se la sensibilizzazione ecologica alla riduzione dei consumi è difficile da voi, qua è quasi impossibile, data la mentalità tradizionale da cicale che non pensano al domani, nonché la grossa disinformazione. Il governo ha appena annunziato che, in attesa di costose soluzioni, il razionamento diventerà più drastico per i prossimi due mesi: in tutto il paese da lunedì a venerdì ci sarà la corrente solo in ore notturne, salvo per grosse fabbriche, ospedali e simili. E’ vero che la grande maggioranza della nostra gente non ha ancora accesso all’elettricità, ma per chi ci si è abituato e soprattutto per chi la usa per lavorare è quasi un dramma. A parte le conseguenze negative per l’attrazione di investimenti esteri. Penso sia dovuto soprattutto a questo fattore la rapida svalutazione del nostro scellino rispetto a quasi tutte le monete, anche africane. Da aprile in qua un euro è salito da 1450 a 1678.
A proposito di soldi, quest’anno vi presento in notevole ritardo il bilancio complessivo delle nostre comunità relativo all’anno scorso. Sono stato preso da tanti lavori, nonché dalla nausea dei conti. Ma in occasione del Capitolo sono stato costretto a trovare tempo e voglia...
A presto! Il Signore vi dia la sua pace!
Fr. Riccardo Maria
DALLE COSTITUZIONI:
0.2.1. Per amore Gesù volle che l’Africa fosse la sua seconda patria, dove trovasse incolumità da bambino e dove diventasse sempre più africano nelle sue membra.
0.2.2. Ora la Chiesa del nostro continente, dopo che egli ha fatto grandi cose per essa, e dopo essere stata fatta crescere dagli sforzi e dal sangue dei nostri antenati nella fede, deve diffondere la salvezza sino ai confini della terra, senza accontentarsi di soddisfare soltanto i bisogni delle proprie diocesi.
0.2.3. Facendo seguito al Concilio Ecumenico Vaticano II, lo Spirito Santo nel primo Sinodo d’Africa ha detto a questa Chiesa come vuole si mostri essere la famiglia di Dio ed annunzi la buona notizia di Gesù Cristo, che è via, verità e vita per l’africano e per chiunque altro sulla terra.
0.2.4. Il terzo millennio, opportunità unica per far pervenire a tutti il Vangelo, è di nuovo la sua ora.
0.2.5. Benché molti africani siano sempre più lasciati indietro politicamente ed economicamente, la loro cultura della vita e della solidarietà è un’urgente necessità per il mondo intero.
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ENTRATE |
(2004) |
USCITE |
(2004) |
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Riporto |
711.80 |
8.860,54 |
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Benefattori |
45.194,80 |
34.980,05 |
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Prestiti |
427,97 |
208,98 |
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Restituzioni |
365,06 |
1.138,73 |
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Vendite etc. |
3.325,20 |
63.356,54 |
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Terreni |
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174,93 |
23,46 |
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Costruzioni |
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7.357,88 |
1.812,59 |
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Formazione |
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1.282,64 |
1.137,28 |
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Alimentazione |
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2.542,35 |
4.200,00 |
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Prestiti |
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364,22 |
445,44 |
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Restituzioni |
|
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42,91 |
705,11 |
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Opere e donazioni |
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19.538,46 |
78.826,89 |
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Sanità |
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773,51 |
655,67 |
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Vestiario |
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127,87 |
33,65 |
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Attrezzi |
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98,61 |
41,66 |
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Casalinghi |
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149,93 |
118,14 |
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Illuminazione |
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461,00 |
120,62 |
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Posta e telefono |
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111,91 |
76,39 |
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Igiene |
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|
195,79 |
312,35 |
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Culto |
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68,42 |
60,77 |
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Legna |
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373,54 |
379,57 |
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Trasporti |
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372,92 |
330,98 |
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Viaggi |
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1.077,32 |
806,33 |
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Progetti autosostentamento |
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2.491,81 |
17.736,10 |
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Commissioni bancarie |
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61,66 |
10,00 |
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TOTALE |
50.024,83 |
108.544,80 |
37.667,68 |
107.833,00 |
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|
-37.667,68 |
-107.833,00 |
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Riporto |
12.357,15 |
711,80 |
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N.B. Ricordo a tutti
l’indirizzo del nostro sito: www.unwa.tk
Inoltre se avete un
indirizzo elettronico e ce lo fate conoscere, sarà più facile, rapido ed
economico farvi avere le presenti circolari.