Circolari N 35

 

 

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«Se anche doveste soffrire per la giustizia,

beati voi!» (1 Pietro 3,14)

Morogoro, 9-4-2006

Carissimi,

sapendo con quanto affetto seguite le nostre vicende, comincio da dove avevo terminato l’ultima circolare, rassicurandovi col dire che nella nostra regione le piogge vere sono iniziate e quindi da Marzo le attività agricole sono in pieno svolgimento. I più tenaci, che avevano provato e riprovato a seminare ad ogni sgrullata, potranno mangiare polenta di farina nuova entro la fine del mese. Ciononostante, la produzione non potrà raggiungere livelli normali, e tantomeno colmare i vuoti di altre regioni.

Nel frattempo i furbi si sono arricchiti con la distribuzione del granturco alla gente affamata. Nel senso che, come già in passato, il governo aveva deciso di incaricare di tale opera chi si fosse offerto di prelevare i cereali dai depositi statali e consegnare a destinazione. Purtroppo, a livello di provincia, sono stati scelti (ingenuamente?) alcuni che non sempre puntavano ad alleviare le sofferenze del prossimo… Così, per esempio, a Kiroka sono stati distribuiti 100 sacchi, ma nei registri ne risultano 200. Gli altri dove sono andati? Prevedendo tale ingiustizia, noi pure, con l’appoggio di tale comune, ci eravamo offerti ma infine siamo stati scartati. Fr. Daudi ha poi visto in città tanti sacchi di tale cibo in macinazione e poi in vendita ai soliti prezzi presso l’incaricato della distribuzione… Molti casi del genere sono emersi qua e là, anche con camion bloccati ai confini.

Data la diffusione della corruzione, la lotta è dura. Ciò che sta ridando speranza all’intero paese è l’impegno fattivo del nuovo presidente. Ce la sta mettendo veramente tutta, usando l’enorme autorità che gli viene dalla costituzione, dalla tradizione, nonché dall’appoggio della popolazione, ormai quasi unanime. Non solo sta parlando chiaro, ma soprattutto sta scuotendo ogni livello ed eliminando incapaci e marpioni.  Uno dei punti focali è ridurre la delinquenza, finora spesso in combutta con la polizia. Vedremo se riuscirà nei suoi intenti, trovando abbastanza persone efficienti e disposte ad impegnarsi, o se sarà sopraffatto dalla situazione. Il guaio è che quando si toccano gli interessi economici di certa gente, può accadere di tutto.

Pochi giorni fa ha dichiarato guerra anche alla degradazione ambientale, sempre più accelerata. Una delle conseguenze più gravi è la crisi dell’acqua e, quindi, dell’elettricità, che dipende quasi completamente dal fiume Ruaha e, più precisamente, dal bacino artificiale creato nei pressi di Izazi. Il livello dell’acqua vi era sceso di vari metri sotto il minimo necessario per produrre energia. Così per un paio di mesi ne abbiamo avuto il razionamento in tutta la nazione, con conseguenze immaginabili per l’industria, il commercio etc.

Per alcuni è ancor più preoccupante l’entusiasmo dei musulmani al vedere realizzato il loro sogno di occupare i posti di presidente, vicepresidente, due terzi dei seggi in parlamento, la metà del governo, etc. Il loro “mufti” ha subito preso la palla al balzo per chiedere nuovamente l’adesione della Tanzania alla Conferenza dell’Organizzazione Islamica, cosa sempre rifiutata (anche a quelli di Zanzibar) sulla base di una sana laicità dello stato. Come sempre, tutto dipenderà dal presidente che, grazie a Dio, si è formato alla scuola di Nyerere e quindi non è un fanatico come tanti che vanno in giro.

Se volessimo dimenticare tale realtà, la piccola moschea costruita a 100 metri dal nostro conventino, munitasi all’inizio dell’anno di due altoparlanti esterni, non fa che ricordarcela di continuo, a cominciare dalle 4 e mezzo del mattino, quando non solo si invitano i fedeli alla preghiera, ma si costringono tutti a sorbirsi un paio d’ore di violenze verbali fatte di prediche, insulti, minacce e bestemmie anticristiane. A volte il muezzin assalta perfino i suoi correligionari, mettendo in piazza le loro beghe. Altre razioni del genere si succedono regolarmente durante la giornata. Abbiamo parlato coi responsabili della moschea, che non sono fondamentalisti, nonché col capo del quartiere, che ha scritto loro una lettera di ammonizione, ma finora è cambiato poco. Come avevo previsto e avvertito, i vicini pentecostali hanno replicato con altoparlanti allestiti per una settimana fuori della loro chiesa. Domenica scorsa le varie voci si scontravano elidendo i rispettivi messaggi. Forse non ci si rende conto dell’immagine di religione che si trasmette. Speriamo che nessuno perda la pazienza a cui invita il governo, e che chi ha senno lo usi, perché chi non ce l’ha non può usarlo…

Questo degli altoparlanti è un vero problema: fino a tarda notte (anche le tre o le quattro) abbiamo gli schiamazzi di un bar che fornisce spettacoli musicali insieme a birra e prostituzione. Poi ci sono alcune religioni. Le nostre sorelle hanno, a 20 metri dalla propria casa, un’altra chiesa pentecostale in cui si fanno veglie notturne; magari una volta a settimana preghiere ed esorcismi fatti all’interno vengono pubblicati dagli altoparlanti fino al mattino. Quanti strepiti! Viene da desiderare il razionamento dell’elettricità…

Tornando ai musulmani, vorrei qui onorare la memoria di don Andrea Santoro, missionario in Turchia e ora protomartire della Chiesa di Roma in questo terzo millennio. L’ho conosciuto con la famiglia da quand’era seminarista, facendo parte della stessa parrocchia, di cui è stato il primo ad essere ordinato sacerdote. L’ultima volta che lo vidi, tanti anni fa, era solo in cappella dalle suore. Non mi sentii di distoglierlo dal suo colloquio col Signore. E’ in un momento come quello che, tramite qualche pallottola accompagnata dal nome arabo di Dio, è stato chiamato a vederlo faccia a faccia. Non è meraviglioso? Appresa la morte, invece di pregare per lui, ho ringraziato Dio per questa immensa grazia fatta a uno di noi.

Ho ripensato tanto al nostro parroco, don Paolo Rossi e a quanto ci ha insegnato con l’esempio e la parola. Una delle cose principali è stata l’importanza di restare in preghiera dopo la Messa. Lui aveva perfino fatto fare a mio padre un cartellino per la porta della sacrestia, in cui i fedeli venivano informati che per un sacerdote questo è un preciso dovere e che quindi aspettassero un po’… Penso che anche il nostro martire abbia sperimentato l’utilità della fedeltà a tale pratica, tanto che è stato immortalato proprio pregando in prolungamento dell’eucaristia.

L’esperienza di rispettosa e felice convivenza tra persone di cultura e religione differente che lui voleva promuovere, come sapete, è uno degli scopi fondamentali della nostra scuola superiore. Non che ci risparmiamo di proporre la fede cattolica a chi è disposto ad ascoltarci. L’anno scorso due nostri studenti hanno ricevuto battesimo, cresima ed eucaristia, i tre sacramenti di base che rendono cristiani. Ma sotto un altro aspetto è più importante il fatto che tutti imparino ad amare la verità ed a cercarla sul serio, senza pregiudizi e nel rispetto degli altri.

Ormai gli iscritti hanno superato quota 350, dopo l’aggiunta di un’altra classe ancora, questa volta però con la condizione che gli alunni contribuiscano alle spese, trattandosi in gran parte di adulti con una propria professione. Ognuno di essi dà quello che ha promesso liberamente, in base alle proprie possibilità. Come sempre, c’è chi può dare poco o proprio niente, ma studia lo stesso. Finora nessuno (di quelli che pagano) si è lamentato; a parte che non c’è confronto coi costi (e spesso la qualità) di altre scuole, penso abbiano capito lo spirito della cosa: che cioè sia giusto che chi può paghi anche per chi non può.

Quanto alla registrazione ufficiale, dopo aver atteso invano cinque mesi per una risposta alla nostra richiesta, ho dovuto riscriverla e rimandarla a chi di dovere. Vedremo se le scosse del presidente avranno effetto positivo anche su questa procedura. Intanto tutti i programmi scolastici nazionali approvati l’anno scorso sono stati bloccati per tornare ai precedenti. Una bella lezione per chi ha voluto imporre (per amore di euro e dollari?) le proprie visuali occidentaliste, rifiutando di ascoltare la società reale, di cui le religioni costituiscono un settore importante. Una soddisfazione per noi, in guerra col ministero interessato per questioni morali. Ma anche un enorme danno economico per un paese in lotta contro la fame.

Non so se il nostro sia uno degli unici otto che in Africa dovrebbero centrare l’obiettivo di dimezzare la povertà estrema entro l’anno 2015, come proposto dalla comunità internazionale. Secondo la Banca Mondiale, il numero di Africani che vivono oggi con meno di un dollaro al giorno è di 315 milioni, quasi il doppio dei 165 milioni che sopravvivevano così nel 1980. Di chi è la responsabilità? Soprattutto chiediamoci cosa fare per tradurre le belle parole delle assemblee mondiali in fatti concreti per la vita dei poveri: essi non possono aspettare sempre le calende greche…

Vi lascio con l’augurio di pace e di risurrezione in Cristo per ciascuno di voi e per l’intero universo.

Vostro fratello Riccardo Maria

 

 

DALLE COSTITUZIONI:

9.1. MISSIONARIETA’

 

9.1.1. Gesù fu consacrato con Spirito Santo e potenza per andare a proclamare l’amore del Padre che l’aveva mandato; lui stesso mostrò di essere la Buona Notizia per tutti venendo dal cielo a cercarli e a dare la sua vita in riscatto dei loro peccati.

9.1.2. Per la salvezza delle persone, che il Figlio di Dio tenne così tanto in considerazione, il nostro antenato Francesco si sentì spinto a riempire del Vangelo il mondo intero, anelando a versare il proprio sangue a suprema testimonianza della verità e dell’amore.

9.1.3. Così risvegliò la Chiesa ad attuare il comando di Cristo di dargli testimonianza davanti a quelli che non lo conoscono affinché tutto il mondo ascoltando l’annuncio della salvezza creda, credendo speri, sperando ami.

9.1.4. Mentre compiamo quest’opera, che sta ancora molto indietro, al contempo essa impegna e matura la nostra fede che vogliamo partecipare agli altri e rafforza l’unità tra di noi.

9.1.5. Diamole la massima importanza affinché le genti che non l’hanno ancora fatto, accolgano l’unico Salvatore, gioiscano dell’intera verità di Dio che è il nostro buon Padre, e con l’acqua e lo Spirito Santo vengano introdotti nell’unità della sua famiglia apportandole la ricchezza dei propri valori.

9.1.6. Non possiamo convertire altri senza convertirci noi stessi ogni giorno, né possiamo essere missionari senza accettare di cuore che la nostra vita cambi solidarizzando con coloro che cerchiamo, entrando umilmente nella loro cultura in modo da esserne stimolati e da fermentarla col lievito del Vangelo che ha già operato in noi.

9.1.7. Relazionandoci così con ogni genere di persone le aiuteremo anche ad avvicinarsi reciprocamente, a mettere in comune i diversi beni ricevuti da Dio, e a realizzare la civiltà dell’amore.

9.1.8. Usiamo molto canti e musica, danze e scene, disegni e proverbi, racconti ed altri facili mezzi di comunicazione per partecipare a tutti la sapienza di una cultura sviluppata dalla fede cristiana, affinché penetri i cuori delle persone e le strutture della società.

9.1.9. Confidando nell’opera dello Spirito Santo dentro di tutti, e rispettandone le coscienze, dialoghiamo con bontà e prudenza con quanti seguono le religioni tradizionali, con quanti sono impegnati ad obbedire a Dio nell’Islam, con quanti lo cercano con cuore sincero, con quanti l’hanno dimenticato nella vita e con chiunque altri, in modo da capirci in profondità come amici e da accompagnarci nel tornare a Colui che ci ha creati tutti ugualmente.

9.1.10. Il nostro amore mite ed umile nell’offrire loro il messaggio della salvezza li aiuterà ad accoglierlo di tutto cuore riconoscendo che è proprio quello che sazia veramente la fame delle loro anime.

9.1.11. Preghiamo per gli altri missionari, seguendone le notizie ed accogliendoli con gioia se vengono a noi.

9.1.12. Benché non siano moltissimi coloro che ricevono la gloriosa grazia di morire per Gesù al termine del loro cammino, dobbiamo essere tutti pronti a donarci fino in fondo ai nostri compagni e a dare testimonianza a Cristo davanti ad essi, rallegrandoci di seguirlo sulla via della croce che non manca mai ai suoi autentici discepoli.

 

 

 

N.B. Ricordo a tutti l’indirizzo del nostro sito: www.unwa.tk

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