Circolari N 34
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«Manderò la fame nel paese,
non fame di pane, né sete di acqua,
ma d’ascoltare la
parola del Signore »
(Amos 8,11)
Morogoro,
29-1-2006
Carissimi,
anzitutto
ringraziamo Dio per la pace totale durante e dopo le nostre elezioni generali.
Gliel’avevamo chiesta con insistenza, e lui ci ha ascoltati ancora una volta.
Anche chi minacciava di fare confusione, dopo aver visto lo svolgimento e
l’esito delle votazioni, ha rinunciato a ogni proposito bellicoso, limitandosi
a dire che il partito al potere ha dovuto ricorrere a qualche stregoneria per
far risultare a suo favore voti rivolti all’opposizione…
Come vi
avevo pronosticato con sicurezza (senza pretendere di essere stato profeta, come
hanno fatto alcuni predicatori protestanti), il nuovo presidente della
federazione è Jakaya Mrisho Kikwete. Quello che non ci si aspettava è che
vincesse con l’80,1% dei voti espressi (oltre un quarto degli elettori non ha
potuto votare, dati i trasferimenti avvenuti nei lunghi mesi tra la
registrazione e il voto). Probabilmente le suddette minacce hanno preoccupato
gli elettori, troppo amanti della pace per azzardarsi a perderla: preferiscono
sopportare ogni sorta d’ingiustizia! Inoltre gli stessi hanno forse voluto
punire la decina di partiti d’opposizione per non essere riusciti a
collegarsi, dimostrando così che i loro capi puntavano solo al potere
personale, non rinunciandovi neppure nell’interesse del paese.
Altro
fattore che può avere inciso è il logorio del potere… per chi non ce l’ha.
Nel senso che il parlamento ha legalizzato in vari campi la bustarella
(“rushwa” = salto) cambiandole soltanto il nome (“takrima” =
riconoscenza). Nonostante molte lamentele da parte di organizzazioni religiosi e
sociali, la cosa va avanti, alimentando sempre più la mentalità mafiosa dei
“favori” al posto di quella civile dei diritti e doveri. Chi ha autorità a
qualsiasi livello (anche quello minimo dell’usciere che può farti passare o
aspettare lunghe giornate) pretende detta “riconoscenza” per ogni
“favore”. I politici dimostreranno “riconoscenza” solo a chi ha fatto
loro il “favore” di eleggere essi e i loro sostenitori. Siccome qua si segue
anche in questo il sistema inglese (assolutamente maggioritario: in ogni
circoscrizione passa chi ha avuto più voti, benché molto sotto il 50%), le
circoscrizioni che eleggono un candidato dell’opposizione vengono poi quasi
“dimenticate” dal governo. E’ una logica a volte espressa senza alcun
ritegno durante la campagna elettorale. Non si tratta solo di parole: c’è
vicino a noi il caso di Mfumbwe, un villaggio musulmano che un paio d’anni fa
votò compatto per l’opposizione. Da allora il dispensario non funziona più,
e i malati devono andare a piedi fino a Kiroka (2-3 ore di cammino… per chi è
sano).
Sempre
nella zona c'è stata la messa in scena della nuova tubatura dell’acqua. Allo
scopo la Banca Mondiale aveva destinato 90 milioni di scellini, richiedendo che
in loco se ne aggiungessero 12. Secondo il progetto il sempre più prezioso
liquido doveva passare accanto al conventino maschile di Kiroka per salire fino
a Myugwe. Finita la raccolta, i lavori sono rimasti in mano ad assegnatari
tanzaniani che hanno cambiato radicalmente il progetto, costruendo la cisterna
più in basso, usando tubi più piccoli e scadenti ed accorciando le mete. Tutto
di guadagnato per loro. Nonostante le lamentele della popolazione, guidata dal
sindaco, e l’intervento del commissario regionale, non si è riusciti a
ristabilire il progetto originale, ma solo a correggere alcuni abusi. Ho visto
coi miei occhi interrare per un intero quartiere tubi sufficienti per una
famiglia, e il giorno seguente dissotterrarli per sostituirli con altri un po’
più grossi! Ho provato a dire ai presenti che scrivano a New York. Uno di loro
(probabilmente musulmano) mi ha risposto che il risparmio sulle spese è
“riziki = Provvidenza” per gli assegnatari! Gli ho detto che se la pensa così,
andrò a derubarlo per prendermi la mia “Provvidenza”... Purtroppo non è
l’unico a pensarla così da queste parti.
Intanto
continuiamo la nostra opera di sensibilizzazione ai nefasti programmi di
educazione sessuale nelle scuole. Finalmente il Cardinale, a nome della
Conferenza Episcopale, ha pubblicato un forte documento di denuncia. Dopo solo 4
giorni il Ministero dell’Istruzione ha risposto ufficialmente che continuerà
ad insegnare l’uso dei preservativi ai nostri bambini di 12 anni. E’ un
gesto grave, soprattutto tenendo conto della tradizione di dialogo come
soluzione di divergenze, nonché di rispetto per i capi religiosi (tra l’altro
noi cattolici siamo oltre 10 milioni sui 36 totali). La gente, a partire dai
maestri, continua a stupirsi, salvo far notare che devono esserci grossi fondi
dall’estero, troppo allettanti per la gente del Ministero. Domani i capi delle
varie religioni dovrebbero essere ricevuti dal presidente: penso vogliano
parlare con lui anche di questo, visto che ha cominciato il suo incarico con
molta passione, girando per i Ministeri ed esternando senza diplomazia quello
che pensa o sente dire su di essi. Al Ministero dell’Istruzione, per esempio,
ha appunto rimproverato di comporre e cambiare programmi senza ascoltare il
pubblico.
Altra
recente iniziativa della Conferenza Episcopale è l’avvio del processo di
beatificazione del padre della patria, Julius Kambarage Nyerere. Appena
trascorsi i 5 anni dalla morte richiesti dalle leggi ecclesiastiche, si è
chiesto a Roma il via libera per tale causa e lo si è ricevuto. La sua fama
universale di assoluta onestà non è cosa da poco per un politico di lunga
data. Ora si raccolgono le testimonianze necessarie: si tratta di provare che
aveva tutte le virtù in grado eroico, prima di attestare un miracolo dal
cielo.. La popolazione in genere è perplessa: condivide la stima per lui, ma
non comprende gli scopi dell’iniziativa. Come se la Chiesa non avesse il
diritto di appropriarsi di questo tesoro nazionale. L’altro ieri parlando ai
maestri cattolici della nostra parrocchia (che cerchiamo di coinvolgere
nell’insegnamento della religione, dato che molte classi sono spesso
scoperte), ho spiegato che il servo di Dio è un esempio da non tenere per noi,
ma da proporre a livello mondiale. Lo stato lo onora a modo suo, soprattutto con
la festa nazionale istituita per la data della sua morte; lasciamo che la Chiesa
lo esalti pure come può, grata a Dio per questo suo figlio che attraverso la
politica ha diffuso con amore i valori evangelici. I frutti si continuano a
vedere.
Quanto
alle nostra fraternità, volevo festeggiare l’arrivo del nuovo anno con quella
di Kapelekesi. Invece due giorni di viaggio non sono bastati! Sono solo arrivato
a Bwipa, a 15 chilometri di distanza. Avrei potuto farmeli subito a piedi, se
non fosse stato per l’orario (le 9 di sera), la pioggia abbondante e il fango
che aveva fermato l’auto (avevano appena arato la strada in terra: proprio nel
tempo meno opportuno!). A norma dell’ospitalità locale, il catechista con sua
moglie ci hanno subito preparato un cenone di polenta e yogurt fatto in casa.
Poi una stuoia per terra, una preghiera di ringraziamento a Dio per tutto quello
che ci ha concesso nell’anno 2005, e l’augurio: “usiku mwaka”, cioè
“una notte, un anno”. Normalmente si dice “usiku mwema”, cioè “buona
notte”, ma a volte si cambia espressione per sottolineare la lunghezza di una
notte, che può portare tante sorprese quante un intero anno. La notte di
capodanno la cosa è più significativa.
Al
mattino abbiamo raggiunto la chiesa parrocchiale per le confessioni, la Messa e
un po’ di catechesi, prima di andare in convento: ne avevo appena avviati gli
scavi, ed eccomelo davanti quasi completo, nel suo contesto da fiaba… Nei
giorni seguenti mi sono dato da fare a metterlo in ordine per una vita più
regolare, a cominciare dalla cappellina con l’installazione del tabernacolo e
la prima Messa. Così dal 2 gennaio Gesù è sul monte, tra i suoi piccoli
fratelli, per amare e servire tramite loro la gente delle valli e delle montagne
vicine. Si tratta di una popolazione semplice e compatta, che fa ricordare i
tempi andati per come ha preservato buoni costumi, soprattutto il non rubare.
Puoi lasciare in giro qualsiasi cosa senza paura che te la tocchino! Devo
confessare che in 21 anni d’Africa non mi era capitata una cosa del genere.
Purtroppo la situazione non è ugualmente rosea nel campo sessuale: non per
niente l’AIDS dilaga insieme ai preservativi... e gli orfani si moltiplicano:
tra i 25.000 abitanti del territorio parrocchiale ce ne sono già 200.
Altra
cattiva notizia riguarda le piogge, in netto ritardo in quasi tutta la Tanzania.
Il Kenya ed altri stati dell’Africa Orientale a nord dell’equatore hanno già
dichiarato il disastro della fame, non avendo raccolto quasi niente. Ora tocca a
noi che, a sud dello stesso, abbiamo le stagioni invertite rispetto ad essi.
Nonostante il presidente abbia dichiarato che nessuno morirà di fame, perché
il governo è pronto ad affrontare l’emergenza, c’è già chi cade per
strada, sfinito di forze. Inoltre i primi programmi in questo senso non
infondono molta fiducia. Ad Izazi ed in altre zone con numerosi capi di
bestiame, le mucche muiono a migliaia, tanto che una si vende all’equivalente
di tre euro e mezzo, quindi 15 chili di granturco. Una capra costa di più, dato
che resiste meglio alla siccità. Qui a Morogoro c’è ancora speranza, nel
senso che le stagioni piovose sono due all’anno, quindi se fallisce la prima,
si conta sulla seconda. E’ il caso di dire: chi vivrà, vedrà.
Il Signore
vi dia la sua pace per tutto il 2006!
fr.
Riccardo Maria
DALLE
COSTITUZIONI:
6.1. LA PRIMA BEATITUDINE
6.1.1. Dio
Onnipotente ha affidato la terra con le sue ricchezze a tutti gli esseri umani
perché si procurino con giustizia ciò di cui hanno bisogno e si aiutino nelle
difficoltà.
6.1.2. Fin dall’inizio ha ascoltato il grido di coloro che sono stati oppressi dai propri compagni, inviando loro persone che li liberassero e difendessero, ed infine il proprio Figlio Unigenito che ne condividesse del tutto la bassa condizione e gli indicasse la via della salvezza.
6.1.3. Anche il nostro antenato Francesco si fece poverello tra lebbrosi e bisognosi, poiché provava misericordia verso di loro e versava lacrime ricordando come Gesù stesso fosse nato in una grotta e deposto in una mangiatoia, e poi soffrisse nudo su una croce.
6.1.4. Facendoci solidali con lui, tutt’ora povero, sentiremo fame e sete di giustizia fino al punto di darci da fare per la sua liberazione e prendere posizione contro la perversione del mondo che, pretendendo progredire, si ritrova ad adorare la ricchezza e annientare la persona.
6.1.5. Quest’impegno renderà la Chiesa realmente dei poveri, che in modo speciale sono intesi come destinatari ed annunziatori della buona notizia che Dio è con loro e con coloro che li amano.
6.1.6. Essa deve seguire le orme del suo Sposo soprattutto riguardo la povertà che, insieme all’amore, ne è la gloria e la testimonianza che si riconosce strumento dell’opera di Dio e conta solo sulla potenza dello Spirito Santo.
6.1.7. Secondo il Vangelo, la povertà è la prima beatitudine e il terreno migliore per lo sviluppo di tutte le virtù, poiché ci rende partecipi del cuore e della vita di Gesù, che ci rivelano perfettamente la santità del Padre.
N.B. Ricordo a tutti
l’indirizzo del nostro sito: www.unwa.tk
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economico farvi avere le presenti circolari.