Circolari N45

Comunità femminile in preghiera nella Cappella di Morogoro - Jumuia ya kike ikisali katika kikanisa chao cha Morogoro - Feminine community praying in their chapel of Morogoro

Carisma Storia Vita e attività REGOLA E VITA Circolari Contatti

«Mi hanno odiato senza ragione» (Giovanni 15,25).

Morogoro, 5-8-2008

Carissimi,

le notizie di questi ultimi due-tre mesi non sono molto diverse dalle precedenti: si è solo verificato un inasprimento.

A livello politico, le sessioni parlamentari non fanno che mettere in evidenza il marcio. In modo particolare il deputato W. Slaa (ex prete) ha distribuito ai deputati copie di documenti segreti che mostrano come il partito al potere abbia finanziato la campagna elettorale del 2005 con fondi pubblici dirottati. Come al solito società fantasma, conti in banca aperti in giorni festivi, depositi enormi apparentemente ritirati in contanti in un colpo solo (con vari camion?)... Naturalmente il primo ministro e i suoi collaboratori non sanno come rispondere alle varie interpellanze, e rinviano alle calende greche.

C’è poi sempre la mina vagante di Zanzibar, con la questione fondamentale se si tratti di un’entità internazionale o no. La prospettiva di giacimenti petroliferi nelle acque circostanti ha già portato a pronunciamenti aggressivi da parte del presidente isolano, mentre dal continente si ribadisce che si tratta di un membro dell’unione tanzaniana, non di uno stato indipendente.

Per quanto riguarda più direttamente noi, siamo sempre più alle prese con l’aggressione musulmana che in modo sempre più evidente punta ad imporsi. Nonostante la mia convinzione e posizione conciliare di dialogo con tutti, ultimamente sono stato preso di mira come un "grande bestemmiatore". Sembra che la mia predicazione su Gesù (non tocco l’Islam) sia considerata efficace e perciò (dal loro punto di vista) pericolosa. Perciò pretendevano che togliessimo gli altoparlanti dal tetto della nostra cappella. Uno dei loro "imam" ci aveva perfino detto: "non è ancora arrivato il tempo di proibirvi di pregare", basta che non vi facciate sentire. Dato che, a detta di tutti, non ci era possibile accettare tale imposizione, essi coi loro altoparlanti (raddoppiati per l’occasione) hanno cominciato una campagna di diffamazione e di minaccia che ha scandalizzato anche molti musulmani. Ben cinque volte la gente si è raccolta, spade in mano, per assaltare questi predicatori dell’odio. Tre volte si trattava di cristiani, ma due altre erano islamici...

Ricorrendo alla preghiera ed usando tutta la pazienza e prudenza possibili, infine le acque si sono calmate con l’aiuto di pezzi grossi della polizia. I fondamentalisti hanno accettato che, se loro usano gli altoparlanti, anche noi possiamo fare lo stesso. Così abbiamo stipulato un nuovo accordo di distribuzione degli orari, cosa che avevano rifiutato di fare il mese scorso con la giustificazione che loro seguono gli ordini di Dio, e non possono prendere in considerazione le richieste delle sue creature.

La novità in questo campo è costituita dai dibattiti interreligiosi in piazza, cominciati a Dar es Salaam e presto diffusisi in varie regioni. Finora le predicazioni erano tenute o da un gruppo musulmano o da uno cristiano. Questi dibattiti, invece, danno uguale spazio alle due parti. A giorni alterni, una sceglie e presenta un argomento di discussione, l’altra risponde, poi si hanno tempi supplementari e altri di domande e risposte. Bisogna attenersi sempre alle scritture delle due religioni: Bibbia, Corano e "Hadithi" (le tradizioni su Maometto, particolarmente sconcertanti). Ci sono un presidente e un misuratore del tempo per parte. I fedeli (in numero notevole) si collocano sul terreno in due settori diversi per evitare scontri quando le questioni diventano scottanti. Le acclamazioni si susseguono come in una partita di calcio. Mentre scrivo sento la voce di un cristiano che a 200 metri dal nostro conventino annuncia le regole del gioco e l’argomento odierno: "Tra cristiani e musulmani, chi sono i bestemmiatori?".

Naturalmente per entrare in contraddittorio è necessario essere ben preparati, ma anche avere particolari capacità pubblicitarie. Qui si dice che bisogna essere "wasanii" (letteralmente "artisti", ma in senso ampliato "imbroglioni"). Anche per questo non vi si presentano sacerdoti o religiosi, ma solo laici assortiti (cioè cattolici e protestanti insieme). Alcuni di loro non fanno altro, trascurando le loro famiglie per difendere la fede e confermare i cristiani, ma pure con l’esplicita intenzione di salvare i musulmani: in effetti ne hanno convertiti molti. Il primo laico della serie, tuttora attivo con uno dei suoi figli, è già stato in carcere 9 volte, ha avuto un orecchio tagliato dalla spada, ha fallito nel commercio (dopo che i musulmani gli hanno rubato perfino i macchinari per fare le scarpe)... Nella foga della polemica arrivano ad affermazioni inaccettabili, come quella che "Allah è un bestemmiatore e si trova all’inferno". Anche i musulmani travalicano i confini della loro religione sostenendo, ad esempio, che "Gesù ha detto il falso".

Probabilmente un’esperienza del genere è possibile (almeno finora!) solo in un paese come il nostro, famoso per la sua pace. E’ davvero sorprendente vedere l’amicizia tra "artisti" delle due parti che si invitano al duello come ad una partita di scacchi! Ciononostante credo che il frutto finale di questi dibattiti, come quello delle predicazioni in piazza, quando scemerà l’attuale, enorme interesse per la religione, sarà solo un rifiuto complessivo, specie se si arriverà al punto di versare il sangue.

Non ci stanchiamo di pregare per la pace!

Vostro fr. Riccardo Maria

 

 

DALLE COSTITUZIONI:

1.6. La perfetta seguace di Gesu’

1.6.1. Tutte le generazioni celebrano Maria come beata per il modo in cui credette alla Parola di Dio e accettò di essere raggiunta dallo Spirito Santo: così è divenuta modello di accoglienza della grazia e di consacrazione a Dio.

1.6.2. Allo stesso modo, partecipando fin dall’inizio alla vita nascosta del suo Figlio, e poi presenziando agli episodi principali del suo apostolato, ci ha mostrato la maniera di unirsi a lui, soprattutto conservando e meditando in un cuore puro tutto ciò che riguarda Gesù.

1.6.3. La nostra vita spirituale, comunitaria e apostolica abbia questo carattere autenticamente mariano, così da poter crescere nella fede, speranza e carità come ci insegna il Vangelo.