Circolari N26 |
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“Se
anche distribuissi tutte le mie sostanze…
ma
non avessi la carità, niente mi giova” (1Corinzi 13,3).
Morogoro, 9-6-2004
Carissimi,
prima che vi disperdiate per le vacanze voglio inviarvi qualche notizia
di qua tanto per non farvi dimenticare l’Africa e tutto ciò che essa
rappresenta.
L’argomento più pratico di cui parlare è il raccolto ancora in corso: anche se non si tratta di un’annata straordinaria, il cibo dovrebbe bastare. Cosa non indifferente dopo un anno di stenti, col granturco arrivato a prezzi impossibili (per non parlare del riso, cibo prediletto da queste parti). Se in tante zone non ci fossero state abbondanti distribuzioni quasi gratuite, la fame avrebbe fatto strage. Ciò nonostante qualcuno ci ha lasciato la pelle, e molti han dovuto sopravvivere a lungo mangiando frutta e verdura selvatica. Ora il prezzo del cibo è sceso di oltre il 60%, anche se poi lentamente risalirà fino a raddoppiare. Si potrebbe e dovrebbe acquistare ora: ma i soldi chi ce l’ha? I soliti incettatori…
Che la maggioranza dei Tanzaniani debbano vivere con meno di un dollaro al giorno appare un assurdo sempre più evidente quanto più si scopre la ricchezza mineraria del paese. Non riesco a rassegnarmi a vedere la gente di Morogoro non nutrirsi a sufficenza, quando si può scavare sotto i propri piedi per raccogliere una fortuna (anche se poi nasce il grosso problema di come venderla). Intanto il governo continua a sbandierare successi economici di rilievo, tra i migliori dell’Africa (tasso di crescita superiore al 6%, caro-vita a sotto il 4%, notevole attrazione di investimenti esteri, etc.), tanto da iniziare una campagna diplomatica per far riconoscere a livello internazionale i propri meriti ed avere annullati i debiti ancora pesanti sulle nostre deboli spalle. Non è da lasciare in silenzio l’elezione della nostra Getruda Mongella a presidente del primo parlamento dell’Unione Africana: è se non altro un segno di stima per il nostro paese nonché un incoraggiamento per le donne ancora così oppresse, specie in altri stati di questo continente.
In attesa che inizi ad operare la società per lo sviluppo economico da noi registrata col nome ALFA, cioè Auto Liberation For Africa, continuiamo con le attività educative. Il mese scorso la prima ventina di nostri studenti ha completato il secondo ciclo delle secondarie (svolto in 16 mesi anziché 24). Per darvi un’idea dell’impostazione di qua, dopo i primi quattro anni di superiori, chi passa benino almeno tre materie (su un minimo di sette), può concentrarsi su quelle che lo attirano di più (almeno quattro). In base all’inclinazione dei nostri giovani, il nostro corso segue la combinazione HKL, che significa History, Kiswahili e Language (cioè Inglese), oltre a General Studies (di obbligo per tutti) e Divinity (in pratica, lo studio della Bibbia, a pari dignità con le altre materie). In scuole più frequentate c’è una varietà di scelte: dalle materie letterarie a quelle scientifiche, economiche, etc. Noi per ora ci accontentiamo di una sola combinazione. Appena sfornato il primo gruppo, dal 3 maggio abbiamo accolto un’altra ventina abbondante di giovani, tra cui il mio vice fr. Alex Bosco, che pian piano speriamo possa arrivare al sacerdozio. Non possiamo perdere tempo né prenderci vacanze perché stanno riformando i calendari scolastici, per cui questo gruppo dovrà completare il programma in soli 10 mesi ed affrontare gli esami nazionali a marzo del prossimo anno. Per le altre classi, invece, gli esami saranno ancora a novembre, prima di essere gradualmente anticipati a settembre. Quel che ci fa più difficoltà nel preparare gli alunni è che dall’alto si susseguono avvisi contraddittori sulle scadenze, sui programmi e sui formati degli esami. Ci vuole pazienza, come sempre, ma specie da queste parti. Ieri abbiamo ricevuto la visita di quattro sacerdoti salesiani (due indiani, un italiano e un polacco) membri del consiglio provinciale dell’Africa Orientale. Ispirati dal nostro esempio vorrebbero aprire una scuola del genere al nord: proprio per questo hanno voluto conoscere meglio la nostra esperienza. Che la cosa sia piaciuta ai religiosi più appassionati di promozione dei giovani è un fatto incoraggiante.
A livello diocesano ho cominciato a visitare gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica per vedere se possono dare una mano in più nella pastorale, dato che la messe aumenta più rapidamente degli operai. In pochi giorni sono morti due preti, mentre vari altri sono finiti fuori uso per motivi di salute, tanto che il vescovo ha dovuto abbinare alcune parrocchie nonostante fossero già grandi. L’esperienza degli ultimi mesi ha convinto a richiedere un check-up per tutti i sacerdoti prima di avere altre tristi sorprese. Personalmente l’ho evitato, dato che l’avevo già fatto con risultati soddisfacenti durante la mia ultima visita a Roma.
Tra i frutti dei colloqui coi superiori religiosi, quello che riguarda più direttamente noi fratelli e sorelle è la disponibilità dei Carmelitani Scalzi (indiani) ad assumere la parrocchia di Kiroka al posto dell’attuale economo diocesano. La cosa ci rallegra particolarmente, dato che quest’ultimo in un anno di attività è riuscito a creare un sacco di problemi. Si tratta di un giovane ultracarismatico che si sente autorizzato a dire e fare tutto quello che gli viene in mente, evidentemente ritenendosi ispirato. Tra l’altro è convinto che se uno non è carismatico come lui non è neanche cristiano… Il vescovo ha dovuto rinviare il suo viaggio in Europa per andare a correggere almeno un po’ di distorsioni. Ma la soluzione definitiva non può essere che un cambio della guardia. I Carmelitani potranno seguire la parrocchia dal loro convento più vicino, a 17 kilometri di distanza: del resto Kiroka non ha mai avuto un parroco residente in loco.
Un’altra visita che ho in corso è quella alle nostre sorelle per risolvere alcuni problemi e correggere qualche abuso introdottosi in questi 7 anni di autogestione, probabilmente prematura. E’ un intenzione che affido in modo particolare alle vostre preghiere, mentre vi assicuro le nostre perché il Signore vi dia la sua pace!
fr. Riccardo Maria
DALLE NOSTRE COSTITUZIONI:
9.4. TESTIMONIANZA DI SANTITA’
9.4.1. Viviamo per la potenza del Verbo, ci rallegriamo della sua presenza in noi, camminiamo con lui e partecipiamo all’apostolato che fece abbassandosi completamente invece di confidare solo nel proprio potere.
9.4.2. Il nostro sforzo per considerare sempre Gesù e gli esempi che ci ha lasciato perché ne seguiamo le orme, ci indirizza a svolgere attività che non hanno bisogno di molti strumenti né di capacità umane, ma che insieme all’impegno richiedono soprattutto la fede nel fatto che chi diffonde davvero il Vangelo è lo Spirito Santo.
9.4.3. Seguiamo con attenzione la sua guida affinché ci assimili a colui cui vogliamo dare testimonianza, in modo tale che in noi, nella comunità e nella Chiesa la gente veda ed ami Gesù e si stupisca delle meraviglie che opera nella debolezza di noi servi inutili.
9.4.4. Mostriamogli soprattutto un grande amore fraterno, sapendo che le persone credono ai testimoni più che agli insegnanti, prestano attenzione alle opere più che alle parole, e sono toccate al vedere un modo esemplare di accoglierle e l’impegno a favore dei poveri, dei piccoli e dei bisognosi.
9.4.5. Non dimentichiamo che la vocazione missionaria segue quella alla santità, poiché il fondamento e la condizione dell’opera di salvezza, nonché la misura della sua realizzazione non è la molta attività, ma l’amore.
9.4.6. Anche
se non vediamo alcun risultato, nella misura in cui accogliamo l’amore del
Padre e glielo rendiamo fedelmente come fece il Figlio fin sulla croce, siamo
certi di comunicare agli altri, per la potenza dello Spirito, la vita della
santa Trinità.