Circolari N 8

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«Si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti...

 perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla

 con tutta pietà e dignità»

(1 Timoteo 2,1-2)                        

Morogoro, 8-2-2001

Carissimi,

ogni volta che tardo a scrivere c’è chi pensa che stia male. Forse questa volta, date le notizie sui disordini di Zanzibar, qualcuno ha pensato che possa essere stato coinvolto. In realtà niente di tutto questo, anche se qualche preoccupazione è legittima per la possibilità di un’estensione al continente (e alla religione) di contrasti tipicamente isolani tra gente tutta (o quasi) musulmana. Per ora la saggezza prevale, anche se non mancano mai teste calde. Si potevano evitare 22 morti, e se ne possono evitare molti di più in futuro. La gente ama tuttora la pace più che tante altre cose. Decenni d’accoglienza di profughi dei più diversi paesi (tuttora ce ne sono 750.000!), oltre a procurare alla Tanzania una stima universale, hanno fatto ben comprendere al suo popolo i drammi dei vicini, sottoposti a guerre tra fratelli senza facili prospettive di soluzione.

 

Mentre l’Unione di TAN (ganyika) ZAN (zibar) IA ha bisogno di una nuova costituzione (richiesta anche dai nostri vescovi) che ne chiarisca le basi e i rapporti reciproci, la stessa Tanzania con Kenya e Uganda ha ristabilito (dopo due decenni) la Comunità dell’Africa Orientale, che dal 1° agosto dovrebbe avere un piccolo parlamento e poi avviarsi a divenire federazione.

Già Rwanda e Burundi hanno chiesto di aderire, ma la situazione interna di lotte tribali e di dittatura non ne permettono l’accoglienza. Speriamo però che l’interesse dimostrato stimoli le buone volontà a soluzioni di pace, lì come nel nostro più grosso vicino, il Congo.

 

Tornando a me, il motivo del ritardo nello scrivere è solo l’essere stato sommerso da impegni interni ed esterni alla fraternità che servo. Ogni iniziativa che intraprendiamo bisogna poi portarla avanti nel modo migliore possibile. E poi ci sono sempre imprevisti da mettere in conto. Nonostante alla porta del convento ci sia sempre qualche fratello col compito di ascoltare a mio nome le molte persone che vengono con qualche «shida» (difficoltà), cercando di indirizzare chi ha bisogno di soldi alla Caritas (cui assicuriamo un contributo mensile), il tempo non basta mai.

 

Le ultime iniziative avviate, e che vi avevo annunciato, sono il corso celere di scuola superiore (dall’otto gennaio) e la scuola di recupero per ragazzi analfabeti (dal 5 di questo mese). Il primo si svolge qui in periferia, dove abbiamo selezionato 49 persone - in maggioranza donne - tra le 169 esaminate e le molte venute in ritardo a chiedere, anche dall’estremo nord. Il professore d’inglese (l’unico laureato d’Izazi, che ora vive con noi e si orienta al sacerdozio) ha detto di non avere mai visto una classe così eterogenea. Intanto l’età (dai 14 ai 44 anni). Poi gli indumenti (contrariamente alle abitudini locali non c’è uniforme, quindi si va dai due frati scalzi e alle 10 suore con velo, fino alle ragazze musulmane pure col capo coperto e a quelle più «sportive», salva la dovuta decenza). Ci sono lavoratori che frequentano solo di sera e di sabato, quando sono insegnati Inglese, Kiswahili, Storia, Geografia, Educazione civica e Bibbia - quest’ultima alla pari con le altre materie, ma solo per cattolici e chi altri lo desideri - (mentre di mattino fino al venerdì s’insegnano Matematica, Biologia, Fisica e Chimica); c’è una mamma col suo secondo figlio (il primo invece ha fallito l’esame); c’è un giovane quasi cieco, etc.

Noi puntiamo sulla qualità degli insegnanti: siamo in otto, preparati, capaci e impegnati; un paio li abbiamo sostenuti noi per gli studi, negli anni scorsi.

La scuola di recupero si svolge a Kiroka dove vi accennavo che ultimamente il 70% non frequentano la scuola dell’obbligo. Tanto che il Governo aveva già puntato là gli occhi per un progetto-pilota in questo senso, da estendere poi a tutto il Paese, per combatterne la ricaduta nell’analfabetismo, provocata soprattutto dalle direttive del Fondo Monetario Internazionale coi suoi famigerati tagli al bilancio per le spese sociali (da notare che finalmente anche i suoi «esperti» stanno documentando che dette direttive hanno fatto aumentare la povertà del Terzo e Quarto Mondo...). Quando abbiamo presentato la nostra intenzione all’Ispettore di zona ci ha subito autorizzato, e in pochi giorni si sono iscritti sette ragazzi tra i 13 e i 18 anni, subito aumentati a più di 15. Per ora insegna loro i rudimenti la maestrina dell’asilo (anch’essa sostenuta da noi agli studi anni fa), ma presto dovremo cercare un vero maestro per avviare un corso triennale che possa concludersi con la licenza elementare.

Quanto alla radio, ha interrotto le trasmissioni per due settimane a gennaio, proprio quando un riccone arabo aveva appena avviato la propria in aperta concorrenza. Naturalmente le chiacchiere in giro sono state molte, compresa inevitabilmente l’interpretazione «magica» («ha stregato la radio diocesana»; «non si può fargli concorrenza; anche per i trasporti fa il malocchio ai pullman del rivale, provocando tante morti») nonché quella «religiosa» («i pentecostali hanno pregato perché la radio si fermasse, toccati dalle argomentazioni cattoliche»). La realtà è che ogni manutenzione è piuttosto trascurata da queste parti.  Sembra inoltre accertato che il tecnico facesse commercio con parti delle apparecchiature (sostituendole con ricambi più vecchi e scadenti); e il fatto che sia musulmano ha anche portato a pensare che si sia venduto alla concorrenza...

Ora abbiamo ripreso, con una trasmittente in prestito, in attesa di ricambi dall’Italia... Oltre a me collaborano due miei frati, uno con un programma sulla «morale odierna» (col sottotitolo: «Nel secolo della scienza e della tecnologia, possiamo mettere da parte la morale? Dove arriveremmo? Come sarebbe la vita?»), l’altro come cronista della Messa domenicale in diretta dalla cattedrale. Entrambi sono molto apprezzati (nonostante la cultura solo di base che posseggono).

A dicembre abbiamo avuto anche i primi parti «in casa» (si fa per dire!): due scrofe comprate a ottobre hanno dato alla luce 18 porcellini. Stiamo costruendo di fretta altri due locali per separarli dalle madri. È un primo tentativo di allevamento commerciale per l’autosostentamento, pallino fisso di ogni tanzaniano, anche ecclesiastico. Che poi si riesca è un altro affare, nonostante le capacità del nostro Daudi, che va pure coltivando (sempre a Kiroka) tipi pregiati di banane, ananas ed altro.

Sempre in questa direzione l’altro ieri siamo andati a scegliere un’altra campagna a 20 chilometri da qui, ma verso nord, dove il municipio ha ottenuto dal vicino villaggio di Kimambira 1.200 ettari per le attività agricole della gente di città. Noi ce ne siamo fatti assegnare 18, tutti vergini (è bosco), a poco più di un chilometro dalla stazione ferroviaria per merci. Vedremo se tra un paio di anni potremo avviarvi una comunità o almeno un eremitaggio. Se no lo daremo in uso a chi non ha dove coltivare, come già facciamo a Kiroka.

Dopo aver parlato di economia, non mi resta che allegare la solita relazione annuale (questa volta in euro, per non apparire arretrato). Premetto che durante il 2000 lo scellino ha tenuto testa al dollaro e quindi ha guadagnato fino al 20% sull’euro. Cosa certamente non favorevole a noi che dipendiamo ancora da quest’ultimo. Per comprare le stesse cose ci sono voluti più scellini locali e molte più lire. Ma non c’è problema. Dio c’è. Egli vi ricompensi con la sua pace !

                                              fr. Riccardo Maria

P.S. Mentre completavo questa lettera ha cominciato a piovere con forza, insieme a soffiare un vento eccezionale che ha fatto cadere vari alberi e scoperchiato un quarto della nostra aula grande. Inoltre di notte ci hanno rubato due papere (oltre a quattro galletti del vicino a noi affidati). Sempre con la complicità della grossa pioggia che scroscia sulle lamiere, un paio di mesi fa ci hanno rubato due biciclette, demolendo una finestra (già attaccata dalla voracità delle termiti) e poi sfondando la porta per uscire con la refurtiva.

 

RESOCONTO ANNO 2000

(al cambio medio di 794 scellini = 1 dollaro = 1,15 euro)

                                                         ENTRATE               USCITE

Rimanenza 1999                                8.075,99

Benefattori                                       40.256,53

Prestiti                                                  417,87

Restituzioni (+)                                 3.231,56

Interessi bancari                                      80,76

Vendite                                                   20,26

              Terreni                                                              1.365,46

              Costruzioni/arredamenti (++)                         11.666,19

              Formazione                                                      1.520,10

              Alimentazione (+++)                                        6.102,01

              Prestiti (+)                                                        5.801,74

              Restituzioni                                                          341,90

              Donazioni/opere                                              11.741,56

              Sanità/funerale                                                  2.190,33

              Indumenti                                                            255,35

              Strumenti da lavoro                                             505,76

              Casalinghi (++++)                                              356,40

              Illuminazione                                                       796,29

              Posta/telefono                                                       100,00

              Igiene/acqua                                                         253,17

Oggetti per il culto                                                  81,64

              Legna/carbone                                                      509,84

              Trasporti                                                            1.221,66

              Viaggi                                                                1.055,12

              Progetti autosostentamento                                   731,40

              Furti/perdite                                                            86,84

                                                             _______           _______                    TOTALE                                               52.082,97        46.682,76   

                                                                  46.682,76

                                                                   ________ 

              RIMANENZA                             5.400,21      

                                                                                                     

 

(+) Nell’anno giubilare anche noi abbiamo condonato debiti; ma non è una novità: diciamo che in genere qua prestare è regalare.

 

(++) Nel 2000 abbiamo costruito, qui a Morogoro, un’aula e due cessi.

A Kiroka: nel convento femminile, quattro docce, quattro cessi e un locale per papere e polli; nel convento maschile: cappella, biblioteca, otto stanzette, quattro cessi, un locale per papere e polli più due per maiali; accanto all’asilo, la casa delle addette e due cessi.

A Langali: cappella, sei stanzette, cucina, due docce e un pozzo nero. Oltre a vari restauri (da addebitare soprattutto alle termiti) abbiamo anche messo cinque cisterne e relative grondaie a Kiroka (dove l’acqua è lontana) e l’impianto elettrico a Morogoro (dove è imminente l’arrivo della «luce»).

 

(+++) Per tutto l’anno le nostre comunità hanno avuto un numero di membri superiore alla cinquantina.

 

(++++) Compreso l’avvio della nuova comunità di Langali:

DALLE COSTITUZIONI:

5.7. LA DIGNITÀ DELLE DONNE

 

5.7.1.  In conformità al progetto di Dio, la natura delle donne le prepara a comprendere il significato dell’amore, cioè donarsi all’altro ed accoglierlo così com’è, sopportare tante cose per lasciargli l’occasione di crescere, senza tener conto delle qualità che ha.

5.7.2.  Purtroppo la discriminazione sessuale ha impedito ai loro doni di contribuire interamente alla crescita della società e della famiglia di Dio.

5.7.3  Seguendo l’esempio di Gesù, Redentore di tutti, uniamoci alla Chiesa nel proposito di restituire alle donne la dignità e le opportunità che meritano.

5.7.4  Diamoci da fare per la loro formazione, sapendo che istruire una donna è istruire molti per mezzo di lei.