Circolari N 4 |
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«Questo Gesù è la pietra che,
scartata da voi, costruttori,
è diventata testata d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza».
(Atti 4,11-12)
Morogoro, 25-4-2000
Carissimi,
mentre in Italia state festeggiando l’anniversario della liberazione dal nazifascismo, qua e in tutto il mondo i cristiani godono nel più intimo del proprio essere la pace vera, quella donata da Gesù Risorto, vincitore del peccato, della morte e delle forze demoniache che da troppo tempo dominano e pervertono l’umanità fino al raccapriccio. Ma, secondo il suo inconfondibile stile, anche la rivincita se l’è presa in sordina: non è andato ad apparire glorioso ai suoi potenti crocifissori e denigratori, ma in umili apparenze ad un’ex indemoniata, ad un apostolo rinnegato, a due discepoli disillusi, etc. Chi crederà alla loro testimonianza? Chi sarà pronto a farne il fondamento inconcusso della propria esistenza? E soprattutto, chi abbraccerà come lui la croce combattendo e caricandosi il male del mondo? Perché non operare una salvezza più visibile ed efficace, secondo i criteri dell’efficientismo e del pragmatismo moderni? Perché non seguire una strada più ragionevole, invece di proporre ancora quella della croce a chi vuol giungere alla risurrezione?
Tutte sollecitazioni che il Giubileo propone a chi si chiede il senso della vita, poiché è solo in Cristo che il nostro mistero si svela. Naturalmente non a chi è pieno di sé, a chi si autogiustifica delle proprie colpe, a chi vuol realizzarsi nella materia (soldi, sesso, etc.), ma ai poveri e ai puri di cuore, ai crocifissi di questa società. Beati voi se sarete così e vi sprofonderete nella contemplazione della Pasqua!
Come sempre, c’è richiesto di convertirci fin
nell’intimo per credere sul serio e vivere come si deve. La «preghiera semplice»,
di ispirazione francescana, ha saputo spremere il succo del messaggio
provocatore che scuote le nostre acquisite abitudini mentali e pratiche:
«Signore, fa’ che io cerchi di
consolare più che di essere consolato, di comprendere più che di essere
compreso, di amare più che di essere amato. Poiché è dando che si riceve,
perdonando che si è perdonati, morendo che si risuscita a vita eterna».
Morte e vita, vita e morte: è questo il perenne combattimento che rende appassionante l’esistenza. Altro che una partita di calcio! E la cosa più sconvolgente è che vinceranno i perdenti, mentre coloro che appaiono «vincenti» hanno poco da ridere... La Pasqua non è un annuncio astratto, ma tocca l’esistenza quotidiana, ogni singola scelta che facciamo, senza eccezione.
Ad ottobre scorso vi scrissi una circolare molto provocatoria sull’aumento della popolazione. Senz’altro più di uno avrà pensato che io sono per la procreazione ad oltranza. Ma non è così. Tanto per cominciare, sono consacrato al celibato, quindi niente sesso e zero figli. Poi educo quanto più posso alla castità perpetua e a quella prematrimoniale o extramatrimoniale (cioè fuori del legittimo matrimonio), sapendo quanto questo conti per l’equilibrio personale e la capacità di amare sul serio. Quindi per opera mia un buon numero di bambini senza prospettive positive non è venuto alla luce. Inoltre anche a gente sposata ho potuto indicare la via giusta per evitare «figli di troppo» (non in senso egoista, secondo il quale anche il primo o il secondo lo sono!). Infine ho formato gente a continuare questo lavoro. Quindi se ho incoraggiato altri ad essere generosi nel donare la vita, ed è nato qualche bambino in più dove poteva essere accolto, sono tranquillo. Quello di cui non mi convincerò mai è che un neonato possa essere una disgrazia irreparabile, che per lui, creato da Dio, non ci sia posto sulla sua terra, o che sia lecito eliminarlo senza troppi riguardi.
Purtroppo siamo entrati nel Duemila in mano a Clinton. un uomo che non sa distinguere la moglie da una ragazzotta, né la vagina dalla bocca, e mentre si dichiara «una delle persone più toccate dalla grazia di Dio» non teme di spergiurarne il nome di fronte a tutta l’umanità! Cosa c’è da aspettarsi da simili capi se non che si diano allo sterminio dei più poveri ed indifesi, usando la prepotenza del dollaro? Non fatevi ingannare dal volto simpatico, dal sorriso Durban’s, dalla pettinatura giovanile... anche Hitler rideva, anzi aveva perfino la faccia da comico! Ma cos’ha combinato!
La falsità degli storici di parte sta nel volerlo presentare come un’eccezione orripilante, mentre è solo un esemplare. Un suo predecessore alla guida della Germania, per sedare la rivolta degli Herero di Namibia ne uccise circa il 90%, il che vuol dire anche quasi tutti i bambini; aveva impartito ordini chiari: «Uccidete, massacrate tutti, senza pietà!».
Ma anche il re Leopoldo dei Belgi per dominare il Congo e «civilizzarlo» uccise 10 dei 20 milioni di abitanti; e non solo. Altri ne faceva mutilare per terrorizzare la gente; ho visto con disgusto la foto di un congolese dell’epoca che guardava allibito una mano e un piede della sua bambina cinquenne amputati dai bianchi per «punizione».
Poi si sparla di Saddam Hussein; per punirlo s’impongono ai poveri iracheni sanzioni economiche che ne hanno già uccisi oltre un milione dopo la fine della guerra del golfo. Tornando così agli Americani, ricordiamo che la loro storia è tutta violenza, prima contro i pellirossa, poi a sempre più vasto raggio oltre i loro confini. Un culmine fu raggiunto a Hiroshima e Nagasaki, dove ci si esaltò per avere sterminato con una sola bomba fino a 200.000 civili: vecchi, donne e ancora bambini. Il grande Einstein si pentì di aver divulgato le proprie scoperte scientifiche che avevano aperto la strada a simili applicazioni;
È il gran dramma che continua tuttora: una tecnologia senza coscienza! Quanti oggi credono che tutto ciò che è tecnicamente possibile sia per ciò stesso moralmente lecito, se non doveroso? Poveri noi! Poveri soprattutto coloro che ci sopravvivranno, perché una simile tecnologia pazza continua a dirigere il pianeta terra verso una catastrofe ecologica definitiva.
Dopo questa passerella di contro informazione, torniamo alla natalità. Il numero di Newsweek che celebrava il duemila presentava - naturalmente non senza errori di storia - alcuni grossi personaggi del secondo millennio, nonché le tendenze della critica attuale nel giudicarli. Un nome in ascesa era quello di Margareth Sanger, iniziatrice delle campagne per la limitazione delle nascite che hanno sconvolto la demografia mondiale e fatto invecchiare ed avviare all’estinzione popoli interi (Italiani in testa). Ultimamente gli Spagnoli hanno protestato contro l’immigrazione araba («sono i nostri nemici secolari!») ma intanto, senza figli o quasi, l’economia del loro paese avrà bisogno nei prossimi anni di 12 milioni di stranieri... La fondazione avviata dalla suddetta americana oggi si chiama innocentemente «Planned Parenthood» (Paternità programmata) ma all’inizio era «Lega per il miglioramento della razza» e puntava soprattutto alla sterilizzazione delle «erbacce umane» in altre parole negri, ebrei, indiani, poveri, storpi e delinquenti, per assicurare che solo le persone migliori procreassero. Era il 1913. Le sue idee furono applicate soprattutto da Hitler (poco prima di iniziare i campi di concentramento); non per niente sia lei che lui erano collegati alla massoneria.
Pur con qualche cambio di sottolineatura, il programma continua e si estende con finanziamenti colossali degli USA e di vari Stati europei. In detti paesi si sbandiera che l’utero è della donna (e che quindi ha il «diritto» di abortire il figlio, che è senza diritti perché senza voce), ma nei paesi poveri la donna è sterilizzata, o le è impiantata una spirale, o immessa nel sangue qualche medicina che provoca prima la sterilità e poi il cancro, senza che sia informata e spesso neanche interpellata. Il Ministro della Sanità del Messico pochi anni fa dichiarò tranquillamente in parlamento che il 37% delle donne sterilizzate non erano state informate; come se l’utero non fosse il loro.
L’agenzia competente dell’ONU, poco prima che essa attaccasse la Jugoslavia, aveva aderito con passione alla richiesta di Milosevic di intervenire d’urgenza nella demografia del Kossovo per bloccare la crescita degli albanesi... Quanta ipocrisia! Quanti delitti contro la vita e l’umanità! Medicine prodotte in USA e là proibite sono diffuse dai governi africani, anzi quasi obbligate da personale medico che punta al premio promesso agli zelanti diffusori. Corruzione morale, esplosione dei tumori femminili, etc. sono le inevitabili conseguenze.
Senza contare gli insulti e le denigrazioni cui è sottoposto chi continua a procreare senza troppe paure. Uno di loro lo manderemo a frequentare un corso rapido di procreazione responsabile organizzato ogni anno da una suora dottoressa tedesca. Anni fa inviammo anche Editha, una giovanissima ostetrica che ne restò entusiasta e cominciò con zelo a diffondere i metodi naturali a Dar es Salaam. La sua ultima lettera risale ad oltre un anno fa e dice così: «Fratello Riccardo, non ti stupire di vedere che sono stata zitta moltissimo tempo; è per causa di tante cose che mi premono soprattutto la famiglia e i bambini che ho con me. Mi rallegra soltanto diffondere il messaggio del lavoro che mi hai assegnato di insegnare la procreazione responsabile col metodo naturale, metodo che non piace a tanti datori di lavoro proprietari d’ospedali privati. Fratello, ho fatto tale lavoro da quando sono stata assunta in quest’ospedale, ma ora ho ricevuto ammonizione scritta che sarò licenziata se lo scatolone di prodotti contraccettivi ricevuto l’anno scorso non finirà in tutta fretta. Sembra che io non faccia commercio ma solo danno. Devo ricevere tre scatoloni l’anno, secondo il numero di clienti che ho per insegnare la stella verde (vale a dire i metodi artificiali), invece non n’è finito neanche uno perché detto materiale non è usato per niente in conseguenza di detto metodo naturale». Cos’ha deciso e cosa fa ora Editha? Segue ancora la coscienza e difende la vita, o diffonde la cultura e i metodi di morte? Uno dei più impegnati prima di lei ha fatto il passo quando ha visto tanti dollari a portata di mano...
Per non finire con note così tristi una lettera pasquale, accenno alla benedizione delle case di questa borgata che abbiamo cominciato ieri e finiremo domani. Non potevamo lasciare che la Pasqua del grande Giubileo passasse senza un segno. Durante la Settimana santa, i nostri giovani a due a due sono passati per le famiglie cristiane e musulmane per spiegare il Giubileo, la Pasqua, la pace, e raccogliere le richieste di benedizione. Ieri, dopo la Messa del mattino nella nostra aula, preghiera solenne sulle famiglie e poi in processione di casa in casa per augurarsi la pace: come potete intuire, tutto all’africana, quindi a passo di danza, con canti, gorgheggi, tamburi, sventolamento di rami... Un festa di popolo che ha scosso e colpito, nonché attenuato le diffidenze reciproche (per paura di fatture). Non solo protestanti ma anche veri musulmani hanno voluto l’aspersione della casa, a cominciare dal nostro vicino parlamentare. Naturalmente altri non hanno chiesto, e in alcune case abbiamo dovuto benedire a singhiozzo, una stanza si e due no, secondo la religione di chi vi abita...
Una prima conseguenza, dopo l’entusiasmo, è che sabato avvieremo la catechesi per gli adulti per provare a rinforzare la fede in vista di rivitalizzare le comunità di base sempre languenti. Poi di domenica le sorelle faranno la catechesi dei piccoli. Pregate anche per quest’attività apostolica. La pace del Signore risorto giunga a tutti, voi compresi!
fr Riccardo Maria
DALLE COSTITUZIONI:
5.6. PACE, GIUSTIZIA E VITA
5.6.1. Impegniamoci a pacificare le persone umane perché meritiamo di essere chiamati figli di Dio, e edifichiamo la società sul fondamento dell’amore.
5.6.2. Essendo persone di pace, indichiamo a tutti la sua vera via, in pratica convertirsi ricevendo la misericordia del Padre, e poi offrirla agli altri vincendo il male col bene.
5.6.3. La pace è frutto della giustizia e della solidarietà nel progresso, perciò non accettiamo per niente compromessi con alcun genere d’ingiustizia, che sempre grida a Dio perché faccia vendetta.
5.6.4. Ricorriamo a Lui con le preghiere e il sacrificio affinché blocchi l’esercito dell’iniquità, vale a dire quelle persone che con pretesti diversi combattono la dignità e i diritti fondamentali della persona, a cominciare da quelle non ancora nate.
5.6.5. Aiutiamo i laici a tendere alla santità attraverso la politica, che è una maniera importante di attuare l’amore, e ad impegnarsi con le persone di buona volontà a portare il progresso a tutti.
5.6.6. Molti sforzi di questo genere sono frenati dalla superstizione, perciò non stanchiamoci di annunciare il Cristo che ha vinto ogni spirito malvagio e ci ha donato lo Spirito dell’amore perché viviamo in solidarietà senza paura.
5.6.7. Lui solo, attraverso il suo Vangelo e la sua Chiesa, può risolvere i problemi del mondo che sono così grossi da scoraggiare.
5.6.8. Confidiamo in Lui e nelle sue promesse, diamo speranza alla nostra gente, soprattutto ai giovani, riguardo alla liberazione completa dello spirito e del corpo per loro e per i compagni.
5.6.9. Incoraggiamoli ad aiutarsi, a difendere i loro diritti ed a portare al paese il vero progresso, che dipende dalla maturità della persona e della sua coscienza in accordo con i valori della religione, della morale e della cultura, più che dal denaro, dagli aiuti, dalla tecnologia e dall’imitazione degli stranieri.
5.6.10. Coloro che sono oppressi e perfino uccisi senza poter dire nulla, facciamoci loro voce per svegliare le coscienze di tutti affinché rispettino la persona e la ricevano come un fratello che porta benedizione, amandola ed essendo solidale con lei soprattutto se povera.
5.6.11.
Amiamo fraternamente tutte le creature, che sono un dono di Dio per noi e che
senza parole annunciano le sue lodi, e sproniamo tutti a tutelare l’ambiente,
altrimenti gli uomini stessi non potranno più vivere sulla terra.