Circolari N20 |
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"Certa è questa parola:
se moriamo con lui,
vivremo anche con lui"
(2Tim. 2,11)
Morogoro, 5-4-2003
Carissimi,
la Pasqua è alle porte, qua come lassù. La morte e risurrezione di Gesù di Nazaret ci interpella tutti. Noi ci stiamo preparando, e voi? Come? Con più sobrietà per ascoltare meglio il grido dei poveri crocifissi e l'annunzio della salvezza in Cristo.
A parte questo impegno di conversione, ciò che mi ha più (pre)occupato negli ultimi tempi è stata la nostra scuola. Benché il governo si proponga in due o tre anni di portare da 7 a 50 la percentuale degli alunni delle elementari che entrano alle superiori (dolce chimera), di fatto continua a stringere le redini, cioè a rafforzare i controlli sulle scuole esistenti, legali o meno. In realtà si tratta di uno dei business più redditizi. La nostra è unica, perché gratuita, ma anch'essa deve fare i conti con la burocrazia. Finora abbiamo usato come ombrello l'Istituto per l'Educazione degli Adulti, facendoci risultare come uno dei suoi numerosi centri.
Da pochi giorni abbiamo deciso di buttare via detto ombrello, perché costava troppo: l'anno scorso abbiamo pagato un 150 euro, quest'anno ne volevano circa 1.800. Inoltre serviva poco, dati i contrasti tra detto Istituto (peraltro governativo) e il Ministero, giunto quest'anno a proibirgli di continuare a portare avanti scuole superiori, anche in considerazione dei pessimi risultati. Così cambieranno nome ("Studi serali") e andranno avanti. Nonostante detto ombrello, a gennaio abbiamo avuto una lettera dal municipio che minacciava severe sanzioni se continuavamo ad iscrivere ed istruire studenti. Due
settimane fa è venuta dalla Provincia un'ispettrice a prendere dati sulla nostra scuola come illegale. Finalmente la settimana scorsa è venuta in persona l'ispettrice capo della Tanzania Orientale, una donna di ferro che conosce solo l'adempimento della legge in tutti i minimi particolari. Non abbiamo potuto accordarci, anche perché ci manca già il primo requisito: almeno due acri di terreno (quasi un ettaro, di cui noi abbiamo si e no un ottavo). Per le sue pretese voleva
paragonare la Tanzania all'Italia, senza tenere conto della necessità di adattarsi alle reali possibilità economiche. Pensate che anche il Commissario alla Provincia mi ha detto che gli ha dato filo da torcere
per ottenere l'apertura di una scuola governativa da lui sostenuta.
Più ragionevole era stato il Commissario nazionale all'Istruzione con cui avevo parlato due giorni prima. Pur sottolineando che stiamo violando le leggi, mi ha ringraziato due volte per quello che facciamo,
salvando centinaia di giovani dalla malavita. Quando ho accennato a chiudere, mi ha detto: "No, continua ad insegnare: chiunque può insegnare. Poi fagli fare gli esami da privatisti". In realtà la sua interpretazione conciliante non corrisponde alla legge in vigore, che risale al 1978, ai tempi della nazionalizzazione di tutte le scuole. Dato che esse erano in gran parte in mano alle confessioni cristiane, l'invidia dei musulmani costrinse Nyerere a fare detto passo, del quale poi si lamentarono anche molti musulmani, visto il crollo del livello di istruzione verificatosi in poco tempo. La legge permette scuole private (anche religiose) ma con numerose regole. È permesso insegnare privatamente fino a sei persone, dopo di che ci si deve registrare come scuola.
A sorpresa, domenica è venuto a trovarci un ministro per chiedere un posto per la figlia, che ha fatto maluccio in una scuola dell'estremo nord. Non avendomi trovato, ha detto che ripasserà per parlarmi. Non è che la scuola sia fatta per gente del genere, ma data la situazione precaria, anche questa può essere la Provvidenza per i figli dei poveri.
A proposito di risultati, sono stati pubblicati quelli relativi agli esami di novembre. Dei nostri 24 candidati al certificato di 4* superiore, solo una bocciata. Tutti gli altri avranno il famoso pezzo di
carta che aprirà loro varie porte. Non è che ci sia molto da rallegrarsi, dato che sei hanno avuto la promozione di terza categoria e diciassette quella di quarta. Noi speravamo meglio. Ma molti ci complimentano, dato il confronto con altre scuole (come quella della diocesi, con tanti bocciati) e il fatto che i nostri hanno fatto in due anni quello che gli altri fanno in quattro. In ogni caso abbiamo già preso decisioni per il prossimo futuro, ad esempio il cambio di due insegnanti.
Altri contrasti a livello governativo riguardano i bambini di 5-6 anni. Il Ministero dell'Istruzione dice che sono sotto di esso, mentre l'Ufficio per lo Sviluppo Sociale pretende lo stesso. L'ispettrice-capo, sentendo che abbiamo anche un asilo, ha subito chiesto se era registrato. Le ho spiegato che abbiamo chiesto al Ministero un permesso provvisorio. Concedendocelo, ci hanno detto di andare a compilare in municipio i formulari 6 e 7. Tanto per incoraggiarci l'incaricato ci ha detto che non li aveva. Questo doveva essere solo l'inizio di un lungo procedimento. Per fortuna abbiamo saputo che ci si poteva iscrivere senza problemi e senza costi allo Sviluppo Sociale, e così abbiamo fatto. Naturalmente l'ispettrice ha sostenuto i diritti del Ministero, riconoscendo però che detti contrasti non aiutano noi esterni.
Intanto l'Asilo San Francesco va bene. Tra un paio di giorni dovremmo finire i pavimenti dei locali, cosi' da poter accogliere altre numerose richieste, arrivando magari al massimo previsto di 200 bambini dai 3 ai 7 anni. I genitori (salvo i più poveri) contribuiscono alle spese per le 3 maestre e per la farinata al latte. Tali spese non sono certo come quelle per studi superiori.
A livello comunitario, tutto regolare. Il 10 maggio dovremmo avere le professioni perpetue di due nostre sorelle quarantenni: Ana, l'attuale Serva, ed Elizabeti, al termine del terzo anno di noviziato. Intanto stiamo pregando per i nostri capitoli generali di luglio, con elezioni al giorno 9. Pregate anche voi per noi, che Dio ci aiuti e dia a tutto il mondo la pace pasquale!
fr. Riccardo Maria
DALLE COSTITUZIONI:
5.2. NON PERDERE TEMPO
5.2.1. Dopo aver raggiunto la certezza che Dio ci ha scelti solo per amare, lodare e servire, abbiamo fatto del tempo che ci concede un'offerta, così da non essere più nostro, ma suo e dei nostri fratelli.
5.2.2. Sforziamoci di usare ogni minuto della nostra esistenza per la sua gloria e per la promozione integrale delle persone umane, dato che è un'occasione di compiere il bene che non si ripeterà.
5.2.3. Sapendo che la salvezza ci viene incontro in tempi opportuni secondo il progetto di Dio, sforziamoci di riconoscere cosa richieda ogni tempo da noi.
5.2.4. Guardiamoci dall'affogare in qualche attività, avendo invece un buon equilibrio tra tutti gli elementi della nostra vita: preghiera e lavoro manuale, apostolato e formazione permanente, e poi anche riposo.
5.2.5. Contribuiamo alle brevi ricreazioni di tutte le nostre giornate durante o dopo il pasto, e alle feste da poveri che ci danno l'opportunità di riposare più a lungo e di stare coi nostri fratelli.