Circolari N19 |
![]() |
"Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini,
perché abitassero su tutta la faccia della terra"
(Atti
17,26).
Morogoro, 27-1-2003
Carissimi,
il nuovo anno è partito in tromba. Il primo mese si avvia già al termine, speriamo pieno non solo di buone intenzioni, ma di opere degne del nostro essere figli di Dio o almeno persone umane.
Quanto a noi, la prima notizia a livello nazionale è la pubblicazione dei dati preliminari del censimento compiuto l'anno scorso. Ci siamo contati in 34.569.232. La volta precedente, quattordici anni fa, in questo grande paese eravamo 23.127.000. Risulta una crescita media annua del 2,9%, ma quanta era negli anni ottanta e quanta è invece ora nel duemila? E poi la notevole differenza non può essere dipesa anche dalla qualità dell'ultimo censimento, dichiarato il migliore mai compiuto?
Naturalmente di fronte alla crescita avvenuta c'è chi si è fatto prendere subito dall'isteria, a cominciare dal primo ministro che ha blaterato parole di biasimo per le regioni più prolifiche, compresa la sua, ed ha annunciato che bisogna moltiplicare gli sforzi. È l'interesse da pagare a nazioni ed enti stranieri ed internazionali (soprattutto l'UNFPA) che hanno sovvenzionato la costosa operazione. Il loro scopo non era certo solo sapere quanti siamo o aiutarci a distribuire meglio i servizi pubblici. Sotto la voce "aiuti" si nasconde la solita volontà di controllo e dominio per garantirsi il perdurare delle attuali situazioni di privilegio. Ma la facciano bere ad altri, come gli statunitensi che pretendono di liberare l'Iraq, quando tutti sappiamo che cercano solo di appropriarsi delle riserve di petrolio di cui necessitano per garantirsi il livello di benessere più alto possibile, senza considerazioni umanitarie ed ecologiche.
Da parte nostra, come sapete, oltre a raccomandare l'uso esclusivamente matrimoniale della sessualità e la procreazione responsabile da parte della coppia coniugale, accogliamo con gioia ogni nuovo essere umano, cercando di farcene carico soprattutto dal lato della formazione culturale, morale e religiosa.
L'asilo infantile, che ora a metà mattina distribuisce una farinata al latte, ha già superato i 100 bambini, mentre la scuola superiore ha raggiunto il livello prefisso di 200 alunni di ogni sesso, credo, stato sociale e provenienza. L'altro giorno ne guardavo quattro a colloquio tra loro: una suora, una madre di famiglia, un poliziotto e un altro giovane adulto. Vederli così soddisfatti ed impegnati negli studi mette speranza. Anche se poi la vita reale può essere diversa dalle attese. Recentemente due nostre studentesse (non sposate) hanno partorito. Mentre in genere nelle altre scuole la gravidanza è punita con l'espulsione (della sola ragazza), noi abbiamo annunziato all'assemblea d'inizio d'anno che concederemo le ferie per maternità, riservando l'espulsione a chi ricorrerà o contribuirà all'aborto, maschio o femmina che sia. Questo senza trascurare di sottolineare che le "distrazioni" sessuali incidono molto anche sul rendimento scolastico.
Come è ormai consueto, allego alla presente il bilancio dell'anno appena trascorso. Nel 2002 oltre ad aumentare il nostro impegno sociale di cui sopra (anche le spese di costruzione sono in gran parte
dovute a dette opere) abbiamo destinato molti soldi ad attività di auto sostentamento che possano ridurre se non eliminare la nostra dipendenza economica dalI'Italia. Detta "kujitegemea" è nel sangue dei tanzaniani, tanto l'ha inculcata Nyerere. Che poi se ne sia capaci è un altro discorso. Anche la Chiesa locale c'insiste da tempo, e qualche frutto si vede, nel senso che le offerte dei fedeli aumentano. Ma la meta è lontana.
D'altra parte anche da Roma arrivano spinte in questo senso. Vi riporto la parte centrale di una lettera (datata 12-9-2002) inviata dal vescovo Malcolm Ranjith, presidente delle Pontificie Opere Missionarie, al nostro vescovo Telesphor Mkude:
Devo informarti che
un'attenta analisi del denaro ricevuto rivela una costante diminuzione nella
raccolta di offerte per le Pontificie Società Missionarie, forse dovuta agli
effetti della crescente secolarizzazione in paesi di antica tradizione
cristiana. Notiamo anche che, insieme ad un'accresciuta coscienza dei bisogni
sociali in paesi in via di sviluppo, tra i cristiani c'è minore entusiasmo nel
sostenere bisogni pastorali/missionari. Per esempio i soldi raccolti in
favore di progetti
missionari/pastorali per l'anno 2001 erano quasi 10 milioni di dollari meno
dell'anno precedente.
Mentre questo sta
avvenendo, per andare incontro ai bisogni pastorali e missionari delle Chiese
locali ed a richieste di vescovi locali, la Congregazione per l'Evangelizzazione
dei Popoli continua a provvedere alla creazione di nuove diocesi, vicariati e
prefetture apostoliche in tutto il mondo. Molto spesso queste realtà ecclesiali
mancano delle strutture essenziali e delle risorse finanziarie, per cui hanno
bisogno di considerevole supporto. Dopo la caduta del muro di Berlino e la
venuta all'esistenza di nuove repubbliche in territori già sovietici, come il
Kazakhstan, l'Azerbaijan etc., e la riapertura di
Chiese chiuse, come
quelle della Mongolia e del Vietnam, il nostro bisogno di fondi è sempre più
grande.
Data questa
difficile situazione, le Pontificie Società Missionarie si trovano costrette a
rivedere i metodi finora seguiti nella distribuzione dei fondi. Se da un lato ci
sono diocesi fondate più di cento anni fa che oggi hanno maggiori risorse ed
un'abbondante popolazione cattolica che può essere motivata a donare più
generosamente per i bisogni della Chiesa, ce ne sono altre fondate più di
recente che mancano di strutture essenziali e risorse economiche, hanno solo una
piccola popolazione cattolica con scarsi introiti e grande bisogno di lavoro
missionario.
Sotto la guida di
sua eminenza il cardinale Crescenzio Sepe, nostro prefetto, stiamo esaminando e
rivedendo la procedura per la distribuzione dei sussidi e questo significa che
siamo dispiaciuti di informarti che non prenderemo più in considerazione alcuna
richiesta di aiuto oltre un certo numero o che ecceda una cifra ragionevole
sulla base di quanto raccolto annualmente.
I fondi da noi distribuiti provengono non dai più ricchi ma da donatori di medio e basso reddito che sono ansiosi di aiutare dove il bisogno è più grande e più urgente. Diocesi capaci di provvedere ai propri bisogni, attraverso i propri fedeli o facendo uso di risorse creative già a propria disposizione, devono rendersi conto che è loro dovere, in uno spirito di generosa fraternità, lasciare la priorità a diocesi più bisognose".
Anche noi sappiamo che ricevete richieste d'aiuto le più varie, e non vogliamo bloccarvi con la Tanzania. Mio fratello Luigi, tornando in patria il 12 di questo mese, dopo oltre due mesi spesi da queste parti, trovandosi inaspettatamente (ma di certo provvidenzialmente) in giro per Addis Abeba, si è reso conto, esterrefatto, della verità delle statistiche che dicono che adesso il reddito medio degli etiopi è sotto la metà di quello dei tanzaniani. Come sempre, non posso che incoraggiare chiunque a rivolgere i propri sforzi verso chi ha più bisogno. Noi faremo del nostro meglio, con l'aiuto di Dio.
Egli vi doni la sua pace.
fr. Riccardo Maria
Dalle COSTITUZIONI:
6.7. MARIA POVERA ED UMILE
6.7.1. Una delle cose che più ci piacciono nella vita di Gesù è come abbracciò la povertà come Figlio del Padre che libera i poveri.
6.7.2. Anche in questo fu preceduto da sua Madre, modello di povertà evangelica e di tutte le virtù che ne derivano, soprattutto l'umiltà mite e semplice, e la fortezza serena e generosa nelle difficoltà della vita.
6.7.3. Il suo cantico di gioia è divenuto acclamazione permanente di tutti i miseri che riconoscono come Dio li prediliga e sperano nella sua rivoluzione.
6.7.4. Puntando alla santità sulle orme della Vergine Maria, sforziamoci di avvicinare con misericordia materna i crocifissi di questi tempi, invece che passare di fretta e andare per la nostra strada lasciando ai Samaritani di farsi prossimo a persone assalite e lasciate in condizioni disperate.
6.7.5. Riconosciamo e confessiamo apertamente come non riusciamo a adempiere neanche il dovere supremo di amarli come ci amiamo.
6.7.6. Incoraggiamo tutti a rivedere profondamente le loro prospettive e la loro vita affinché non causino nuove sofferenze al Figlio di Maria nei suoi fratelli minori, soprattutto quelli del continente africano, i primi con cui ha condiviso la propria croce tramite Simone di Cirene.
BILANCIO 2002 IN EURO
(cambio medio 963 scellini TZ =
1
EU = 0.95 $)
ENTRATE
(2001)
Riporto
9.535,52
4.269,96
Benefattori
58.325,61 58.637,74
Prestiti
3.644,57 378,31
Restituzioni
2.372,07
1.495,52
Vendite
etc.
11.609,55
1.312,38
USCITE
Terreni
1.220.46
811,68
Costruzioni
14.558,14 11.481,37
Formazione
1.613,27
2.475,17
Alimentazione
3.757,66
5.184,25
Prestiti
2.273,80 3.160,98
Restituzioni
1.504,93
336,15
Opere
e donazioni
18.136,94 18.699,06
Sanità
1.045,36
1.708,29
Vestiario
150,62
213,93
Attrezzi
101,77
68,30
Casalinghi
209,92
294,13
Illuminazione
96,59 443,28
Posta
e telefono
76,47
122,99
Igiene
235,09
235,92
Culto
47,25
111,94
Legna
488,99
429,84
Trasporti
513,27
811,54
Viaggi
1.041,85
1.953,86
Progetti
auto sostentamento
40.577,64
2.714,79
Perdite
e furti
-
711,71
TOTALE
85.487,32-
66.093,91-
84.572,55= 55.045,93=
Riporto 914,77 11.047.98