Circolari N18

Lavoro: Costruire insieme - Kazi: Kujenga pamoja - Work: To build together

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"Poi, secondo la sua promessa,

noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova,

nei quali avrà' stabile dimora la giustizia"

(2 Pietro 3.13).

Morogoro, 4-12-2002

Carissimi,

               ieri i nostri studenti di seconda superiore hanno terminato i loro esami statali e con ciò un altro anno scolastico del nostro centro educativo è giunto al termine. Il turno delle elementari sarà domani o dopodomani, a seconda del termine del Ramadan, mese di digiuno per i musulmani, che dipende dall'avvistamento della luna nuova. Poi ci si rivedrà a gennaio, dopo aver provato a coltivare qualcosa se la pioggia sarà favorevole.

Nell'anno appena terminato la nostra scuola ha portato per la prima volta 24 studenti all'esame di quarta superiore che apre la porta alle varie specializzazioni: tra essi due nostri confratelli e due consorelle. Un'altra quindicina di giovani si è preparata da noi a ripetere detto esame, dato che i loro risultati precedenti non erano stati soddisfacenti. Al ricevimento organizzato dai diplomandi il 16 novembre c'erano anche i nostri ospiti dall'Italia, mio fratello Luigi (al sesto viaggio africano) accompagnato dal quarto figlio Daniele con l'amico Enrico. Speravano di scaricare il loro 12° container ma sembra che esso si trovi bene al porto di Dar es Salaam dove riposa da un mese e mezzo in attesa di qualche sblocco dall'alto. Sembra facile fare le cose! Specie in Africa...

I risultati dei detti esami si avranno verso gennaio per la seconda e verso aprile per la quarta. Il che significa perdere mezzo anno prima di continuare con gli studi a luglio. Mah! Noi non aspetteremo tanto. Contando in buoni risultati per i nostri giovani,  avvieremo la quinta/sesta il 6 gennaio,  in concomitanza con le classi inferiori (quella preparatoria, la prima/seconda e la quarta), così che i primi possano finire le superiori a maggio 2004.

Con l'aggiunta di una nuova classe, nel 2003 raggiungeremo il livello massimo di studenti, preventivato a 200. Il problema non è trovarli, ma selezionarli... All'esame di ammissione abbiamo avuto quasi 200 candidati per una cinquantina di posti, nonostante abbiamo usato la furbizia di convocarlo per il giorno in cui gli alunni delle elementari dovevano fare il loro esame finale. Lo scopo di evitare tali ragazzi è duplice: da una parte è che generalmente sono troppo piccoli per apprezzare e usare bene l'opportunità unica di studiare gratis; dall'altra è che vorrebbero entrare facilmente anche molti che hanno la possibilità di essere mantenuti agli studi altrove, mentre dovendo aspettare almeno un anno opterebbero per quest'ultima, a differenza dei poveri che non hanno opzione perché mancano dei soldi per studiare a pagamento: quindi o da noi o niente... Tenendo conto che c'è chi può e chi non può, nello scegliere abbiamo guardato (per quanto possibile) non solo i risultati ma anche le condizioni economiche familiari. 

 

Un'altra attività' nel campo educativo l'abbiamo avviata il 19 agosto con l'apertura dell'asilo infantile per questa borgata. Avevamo appena terminato le prime due aule, mentre ora stiamo per completare le altre due più l'ufficio con magazzino. Tra l'altro il commissario cittadino all'istruzione ci aveva spinto a costruire prima di ricevere il permesso edilizio, data l'urgenza di preparare i bambini ad entrare alle elementari.

Attualmente abbiamo oltre cinquanta bambini di circa 6 anni, ma da gennaio dovrebbero aumentare molto, perché accoglieremo quelli dai tre anni in su. Inoltre l'ispettore di zona ci ha già chiesto di far posto di pomeriggio ai ragazzi restati analfabeti perché possano frequentare un corso di recupero. Purtroppo abbiamo dovuto abbandonare le stesse attività che svolgevamo a Kiroka, soprattutto per la gelosia dei musulmani. Sono gli stessi o i figli di quelli che 40 anni fa buttarono giù' la scuola elementare che era costruita da un prete locale...

Non che tutti i musulmani siano così, specie in città'. Ad esempio, per la festa di Idd-el-Fitr sono invitato come ospite ufficiale per inaugurare una corsa ciclistica che sarà conclusa dal gran sceicco della regione. Dovrò anche pedalare un po' rapidamente... del resto sono considerato uno sportivo perché qualche volta mi costringono a dare due calci al pallone. Tutto può servire a costruire buoni rapporti e conservare la pace.

 

Intanto il nostro paese ha deciso di rimpatriare in Rwanda le centinaia di migliaia di profughi rimasti nei campi delle zone di confine nonostante per ora sembri che la situazione sia tranquilla. Qualche speranza si profila anche per il Burundi, i cui profughi sono ancora più numerosi. Il fatto sottolineato da tutti è che non solo hanno bisogno di aiuto per sopravvivere, ma spesso disturbano la vita delle popolazioni locali con furti, uccisioni etc. Del resto bisogna comprenderli: la precarietà della loro situazione e soprattutto le disavventure passate non possono che aver lasciato il segno nella loro psicologia e visione della vita.

Per terminare in bellezza, vi annuncio che il nuovo anno dovrebbe iniziare bene per noi, con 5 giovani che entrano al noviziato e 1 che fa la sua prima professione. Dopo di che dovremmo essere 14 professi e 18 novizi. Ringraziate con me il Signore e per l'intercessione della Vergine del Rosario chiediamogli che, nonostante noi esseri umani, riesca a far trionfare la sua pace!                           

 

                                                        fr. Riccardo Maria

 

 

Dalle COSTITUZIONI:

4.1. IL CARISMA DEL CELIBATO

 

4.1.1. Quando venne la pienezza del tempo, Gesù stesso venne a rivelare quanto il Padre ami la verginità o il celibato serbati per il suo Regno, ed ornò la propria sposa con questo carisma dello Spirito Santo che fa sì che il suo amore si manifesti apertamente, si sviluppi e porti molto frutto.

4.1.2. La purezza nel celibato ci aiuta ad unirci all’unico Sposo partecipando di più alla sua preghiera incessante, alla sua vita con gli Apostoli e alla sua opera di salvezza, quando s’impegnò per la volontà del Padre senza impedimento alcuno, annunciando la verità e la giustizia senza paura per la propria famiglia, ed amando tutti sino alla fine, invece di prediligersi ed amare alcune persone soltanto.

4.1.3. Perciò non è un peso che ci opprime, piuttosto è un mistero d’amore e un consiglio evangelico che c’è stato concesso di comprendere e di accogliere con gioia e magnanimità affinché ci penetri fin nel più intimo ed arriviamo a somigliare a Gesù come avvenne a san Francesco.

4.1.4. Nel dare questa testimonianza unica della vita eterna e del fatto che Dio ci basta fin da questa terra, non presumiamo di noi stessi come stolti, ma confidiamo nel suo aiuto oltre a mettere in pratica le condizioni necessarie e ad evitare i pericoli.