Circolari N 17

Morogoro: Impegno nella Radio Diocesana, per una evangelizzazione ad ampio raggio - Morogoro: Uwajibikaji katika redio ya jimbo kwa kuinjilisha mpaka mbali - Morogoro: Efforts in the diocesan radio for a far reaching evangelisation

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"Il Signore designo' altri settantadue discepoli

e li invio' a due a due avanti a sé"

(Luca 10,1)

Morogoro, 14-9-2002

Carissimi,

               è tempo di trovare il tempo per voi lontani... ormai alla ripresa della vita normale dopo i caldi estivi. Spero vi siate ristorati abbastanza fisicamente, psicologicamente e soprattutto spiritualmente.

Quanto a noi gli ultimi due mesi sono stati piuttosto attivi: dopo il raccolto (per molti poco, dato che la pioggia necessaria è mancata prima del tempo) la gente di campagna è più disponibile ad attività extra. Cosi' abbiamo inviato alcuni frati, novizi e postulanti a due a due in dodici villaggi di tre diverse parrocchie. In ogni posto sono restati una settimana o poco più visitando le case (e un carcere), predicando dove i cristiani si riuniscono ogni domenica (magari avendo la Messa una volta l'anno, data la scarsità di sacerdoti) e soprattutto facendo per ore evangelizzazione e catechesi in ognuna delle molte comunità cristiane di base. Come sempre l'accoglienza è stata buona, anche da parte dei non cristiani. Al riguardo i seguaci della religione tradizionale (cosiddetti pagani o animisti) sono risultati più numerosi di quanto indicato da una statistica ufficiosa che indicava  entrambe le regioni visitate come aventi maggioranza musulmana e minoranza cristiana, quasi senza resti. A parte ciò è emerso ancora una volta che la superstizione è dura a morire anche dopo l'adesione ufficiale ad una delle due religioni mondiali. Di qui la necessita', sentita da tutti, di proseguire con l'annuncio. Purtroppo noi

siamo ancora pochi ed alle prese con la formazione interna...

Uno strumento che continua a rivelarsi provvidenziale allo scopo è la radio diocesana, specie dopo che il vescovo è riuscito a farsi affittare un pilastro delle telecomunicazioni in stato di abbandono sulle alte montagne che sovrastano Morogoro. Di li' la nostra voce arriva molto lontano, più che quella di tutte le altre radio a frequenza modulata, estendendosi a circa un quarto del paese. Tra l'altro i nostri programmi religiosi continuano a ricevere elogi da gente di ogni convinzione.

Una buona occasione per farsi conoscere è stata l'annuale fiera nazionale dell'agricoltura nei primi dieci giorni di agosto. Come forse ricordate essa da tre anni in qua si è tenuta a poche centinaia di metri da questo nostro convento (proprio quest'anno è stato deciso che si terra' sempre qua); la nostra radio ha trasferito ed ampliato il suo capannone (da quattro soldi), ma restando nell'ambito del settore gestito in collaborazione dalle varie denominazioni cristiane, anche quest'anno risultato tra i più visitati. 

Visto che lo spazio avanzava, noi frati abbiamo deciso (all'improvviso, tanto per cambiare) di stabilirvi una nostra presenza per informare sulla tragica realtà dell'aborto e della regolazione tecnologica delle nascite. Nonostante i pochi mezzi a disposizione (un po' di volantini e un cartellone con foto raccapriccianti sui vari metodi

attualmente in uso) abbiamo raggiunto e toccato migliaia di persone, messesi pazientemente in fila per  avere spiegazioni. Il giorno in cui noi abbiamo fatto il ritiro mensile, il nostro posto è stato preso da alcuni studenti della nostra scuola, tra i quali la madre di cinque figli. Per l'ennesima volta è apparso evidente come la gente di qua sia ancora sensibile al valore della vita, anche se è completamente disinformata su ciò che le è presentato come "progresso".

 

Altro evento da ricordare è stato il censimento nazionale terminato proprio oggi. Tenuto con un ritardo di quattro anni, date le ristrettezze

economiche e nonostante le sovvenzioni dall'estero, è stato in pericolo fino all'ultimo momento per le minacce di boicottaggio da parte di musulmani fondamentalisti. Dopo aver preteso ed ottenuto la

liberazione di alcuni correligionari (coinvolti in scontri mortali con la polizia in occasione del loro tentativo di impossessarsi di alcune moschee di Dar es Salaam appartenenti ad altri gruppi islamici) hanno dichiarato di accettare di essere contati, ma anche di essere intenzionati a portare avanti la difesa di altri "diritti" di cui si sentono defraudati dal governo attuale. Si’, anche loro si appellano discutibilmente a "diritti", come si fa in Occidente per giustificare un po' tutto.

 

Tornando a noi, è in corso a Kiroka l'annuale periodo di prima conoscenza per nuove vocazioni. Sono una quindicina tra maschi e femmine da un po' tutta la nazione (ed oltre). La base del messaggio che rivolgiamo loro è contenuto nella lettera scritta da Giovanni Paolo II ai giovani nel 1985 e che sviluppa le parole di Gesù al giovane ricco: "Va', vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi" (Marco 10,21). Sono parole sottolineate da san Francesco e dal "Cammino di formazione" approvato a luglio dal consesso della nostra associazione.

Pregate per noi e per i nostri giovani perché seguendolo fedelmente possiamo arrivare ad essere santi, tanti, tutti pronti ad essere inviati di villaggio in villaggio, sino ai confini della terra. A nome di tutti, vi auguro che il Signore vi dia la sua pace!

                                                                     

                                        fr. Riccardo Maria

 

 

Dalle COSTITUZIONI :

2.3. LA FORMAZIONE NEL SUO COMPLESSO

 

2.3.1. Dal momento in cui entra in convento a quello in cui muore, ognuno ha bisogno di una formazione francescana il più possibile completa riguardo la vita umana, cristiana, consacrata e missionaria, per essere aiutato a partecipare all'amore di Gesù fino alla croce con la speranza di raggiungere la piena perfezione nella risurrezione.

2.3.2. Allo stesso tempo la formazione punta a fargli raggiungere la maturità umana, come base che gli permetta di edificare la comunità, la Chiesa e la società.

2.3.3. Contando sullo Spirito Santo, inviato ad essere l'attore principale della formazione, tutti gli interessati, e cioè i fratelli stessi che hanno ricevuto la vocazione, il consesso e il consiglio della fraternità, gli educatori e le guide spirituali, e infine l'intera comunità, abbiano una sola intenzione e un cuore solo, collaborando bene tra loro ed impegnandosi personalmente.

2.3.4. I chiamati si sforzino senza soste di rispondere alla vocazione e di usare bene gli aiuti che ricevono per assomigliare a Gesù nelle situazioni importanti e in quelle ordinarie della vita, nella dolcezza e durezza della vita comunitaria come pure negli impegni apostolici.

2.3.5. Benché la nostra vita e formazione dipendano e puntino direttamente ad unirsi a lui più che a seguire un direttorio pieno di particolari, il consesso prepari un progetto valido per tutto questo lavoro, che possa essere completato da altri scritti particolari per ogni tappa e casa di formazione.