Circolari N16

Una vita semplice - Maisha sahili tu - A simple life

"... si fanno chiamare benefattori"

(Luca 22,25).                      

                                                        Morogoro, 15-6-2002

Carissimi,

               mentre domani saremo tutti in festa per padre Pio, vi invio le nostre ultimissime notizie, ben più mediocri delle sue (ma grazie a Dio, uno come lui copre le infamie di tanti, tanti, tanti di noi, preti e no).

Cominciando da vicino, da solo due metri oltre il perimetro della nostra missione, vi comunico che ieri è stata smontata la capanna di paglia che da un paio d'anni era la base operativa di uno stregone... Il proprietario del terreno, un cattolico sedicente conoscitore della teologia, lo aveva autorizzato per motivi economici a svolgervi la sua singolare attività. A nulla erano valse le rimostranze sull'opportunità del fatto, specie al confine della nostra comunità: "il terreno è mio e posso farci tutto ciò che voglio". Nonostante lo stregone sia stato sempre gentile con noi (tra l'altro è un attento ascoltatore dei miei programmi radiofonici!) ci rattristava che attirasse e ingannasse un buon numero di persone. Per vincere le resistenze c'è voluto il padre del proprietario, venuto dal sud per questioni familiari, che ha sentenziato che il luogo su cui sorgeva la capanna è sacro per la vicinanza della missione e quindi ha imposto sia benedetto.

Spostandoci poche centinaia di metri più in la', oggi abbiamo completato la copertura delle prime due aule dell'asilo infantile che contiamo di augurare il 9 luglio, quando il vescovo dovrebbe venire per la professione perpetua di sorella Leonila. Ve ne avevo già parlato e quindi non mi dilungo.

 

Passando agli ultimi dati economici della Tanzania, sono incoraggianti, indicando una crescita del 5,9% e prevedendone una del 6,1% per l'anno nuovo, ben più che i vicini Kenya ed Uganda. Resta la solita domanda: chi se ne avvantaggia? Probabilmente gli indiani che continuano ad immigrare (sono ormai oltre l’1% della popolazione) ed impadronirsi del potere economico, informativo e politico. In ogni caso il governo continua a svendere (soprattutto ai boeri del Sudafrica) le aziende pubbliche, nonostante l'opposizione dei lavoratori, costretti ad accettare una specie di liquidazione senza tutti i loro diritti, dato che le autorità dichiarano di non essere in grado di assicurarglieli.

 

Allargando lo sguardo ed il cuore a tutta l'Africa ed oltre, abbiamo avuto i dati statistici della Chiesa Cattolica per l'anno 2000. Dicono che dal l978 (anno d'inizio del pontificato di Giovanni Paolo II e del mio sacerdozio) al grande giubileo, i fedeli nel mondo sono aumentati del 38,14%, con la massima crescita in Africa (137,44%, più che raddoppiati, il che porta il numero complessivo dei cattolici africani a 130 milioni sui 1.045 dell'intero globo, cioè il 12,44%!). La rapida crescita dei fedeli (maggiore che quella demografica, tanto che i cattolici tra la popolazione africana sono passati dal 12,37% al 16,47%) fa' si' che l'aumento pur notevole dei sacerdoti (60,49%), dei frati (38,26%) e delle suore (48,23%), non basti affatto. Il carico pastorale (cioè il numero medio di cattolici per sacerdote) nel nostro continente continua ad aumentare e resta il più alto al mondo: in Africa c'è ormai un sacerdote per ogni 4.786 fedeli (in Italia è solo un quarto), senza contare la massa non cristiana che attende la buona notizia di Gesù, il Salvatore del mondo.

 

Per terminare, dopo queste informazioni positive, vi ricordo ancora il grande punto interrogativo sul futuro del nostro continente, cioè l'emergenza AIDS. Cosa fare? Per alcuni l'unica soluzione sono i profilattici: un grande affare per chi li fabbrica. Ma per chi li usa? A quanto scrivevo l'ultima volta, oggi aggiungo quanto avvenuto ad aprile proprio nel nostro paese. L'UNPFA (organismo delle Nazioni Unite per la politica demografica) ha fatto pervenire al porto di Dar es Salaam ben nove container colmi di condom. Fatto un rapido esame di controllo in un laboratorio governativo, se ne è cominciata la distribuzione per "salvarci" dal contagio. Se non che al momento dell'uso sono sorti forti dubbi, tanto che un giornale locale ha rotto il silenzio, costringendo ad un riesame del materiale da parte del suddetto laboratorio e di un altro degli USA.

Risultato: i detti profilattici sono inaffidabili, perché le punte si staccano, i fori sono ancor più grossi del normale (che è già 50 volte maggiore della grandezza del virus) e il materiale è cosi' floscio da non resistere all'uso. Questa comunicazione ufficiale da parte del sottosegretario del ministero della sanità, responsabile della diffusione, è stata accompagnata dall'imposizione all'UNFPA di distruggere il tutto senza danni all'ambiente e di fornire poi l'attestato di effettuazione. Naturalmente la dichiarazione del sottosegretario è stata accompagnata dall'assicurazione della nostra gratitudine per questi "benefattori" (sic!) mossi da "buona intenzione". Quale? Quella di eliminarci, noi poveracci, per non disturbare i sogni dell'affluente Occidente? C'è da chiedersi: l'analisi sbagliata da parte del laboratorio è dovuta solo a criminale trascuratezza del personale o c'è stata la solita bustarella? È sicuro che sia il primo caso di errore, o è già successo, magari in modo meno evidente? Quanti sono coloro che affidandosi alla sicurezza del profilattico (tanto affermata dalla pubblicità e - cosa più grave - dal governo) si sono beccati l'AIDS, diffondendolo a loro volta? Possiamo affidare la nostra vita a un pezzo di plastica che ha almeno una certa probabilità di fallirE?

Lascio a voi riflettere su questa notizia certa (ma lassù se ne è parlato? o si attacca solo la Chiesa per la sua opposizione al condom?) nonché sulle scelte imposteci dai grandi di questo mondo (è strano che anche tanti no-global le sostengano!) perché possiamo conservare una vera libertà di opinione, soprattutto in campo morale. Solo cosi' avremo in cuore la pace!

                            

                                                        fr. Riccardo Maria 

 

 

DALLE COSTITUZIONI:

2.2. VOCAZIONI

 

2.2.1. La vita di Gesù e il suo comando mostrano che fin dall'inizio la questione delle vocazioni sacre è fondamentale per la Chiesa e che la preghiera è la via per affrontarla con certezza assoluta.

2.2.2. Prendiamo parte alle iniziative della Chiesa rivolte a tale scopo, insegnando specialmente ai giovani a pregare per le vocazioni, accogliendo e vagliando quanti si sentono chiamati  così da sostenerli nel rispondere bene, mostrando con le opere l'eccellenza del vivere con Gesù e facendo conoscere il nostro carisma.

2.2.3. Ogni vocazione è un invito particolare di Dio a una persona determinata, che porta gioia e speranza ad essa ed alla fraternità, e richiede si ponga nuovo impegno perché possa svilupparsi con la fedeltà di tutti.

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2.2.6. È necessario  che le tappe di iniziazione alla nostra vita, che sono postulato, prova e juniorato, si facciano sotto dei formatori  che aiutino i nuovi fratelli e sorelle ad acquistare gradualmente conoscenze ed esperienze necessarie a progredire nel cammino spirituale con libertà interiore sempre maggiore.