Circolari N 15

Un angolo del convento maschile di Morogoro - Pembe moja ya nyumba ya kitawa ya kiume ya Morogoro - A corner of the masculine convent of Morogoro

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"Io sono venuto perché abbiano la vita,

e l'abbiano in abbondanza"

(Giovanni 10,10).

                                                               Morogoro,  2 –5-2002

Carissimi,

in pieno tempo di Pasqua vengo ad inviarvi le "nuove" di qua, anche se sono convinto che l'unica grande novità dell'intera storia umana sia la Risurrezione di Gesù, il Cristo, colui che per amore si è offerto alla morte più obbrobriosa. Di questo solo varrebbe la pena parlare. Tutto il resto è pula. Ma veniamo a noi.

Il semplice fatto che la vita continui, non nella insulsaggine degli intrattenimenti e di un mondo di egoismo globalizzato, ma nell'impegno di seguire le sue orme è già una gran cosa di cui rendere grazie a Dio. Anche nel millennio attuale - quello delle notizie in tempo reale che invadono ininterrottamente le nostre menti senza lasciarci il tempo di riflettere sul serio - solo le vite donate sul suo esempio, o i gesti di amore e di solidarietà che almeno un po' assomigliano al suo, possono contagiare gioia e speranza.

 

Ma la vita è fatta per svilupparsi, non solo per mantenersi. Specialmente la vita nuova comunicataci dal Risorto è fatta per questo. Allora è sempre bello vedere crescere la vita in sé e intorno a sé, come nei membri delle nostre comunità. Passo dopo passo, gesto dopo gesto, il giovane matura e porta frutto nella Chiesa e nella società. È chiaro che i passi giuridicamente previsti non sono sempre i più decisivi, ma anch'essi hanno la loro importanza. Come quello che sette di loro compiranno il 10 di questo mese dando inizio al biennio o triennio di prova integrale della nostra vita (noviziato). In preparazione, stasera cominceremo a Kiroka una settimana di esercizi spirituali, cioè un tempo di assoluto silenzio e raccoglimento in Dio. Leonila, invece, che si prepara ad emettere la sua professione perpetua il 9 luglio, si prenderà un paio di mesi, perché il suo è il passo più decisivo, quello dell'impegno definitivo: anche se la debolezza umana ci invita sempre a confidare solo nella grazia di colui che ci ha chiamati cosi' imprevedibilmente. Una triste esperienza di questi ultimi tempi ce lo ha ricordato ancora con forza. Chi di voi ha esperienza di educazione sa bene che le sofferenze sono

immancabili, anzi preziose.

 

Accanto a questa crescita interiore e numerica della comunità, accenno di passaggio alle costruzioni che puntano anche ad una crescita apostolica e sociale. Dopo i tre laboratori di scienze, ormai in fase di rifiniture, abbiamo terminato le pareti delle prime due grosse aule per l'asilo, che speriamo di aprire per luglio, magari senza banchi. Il problema grosso sarà un altro, come sempre da queste parti, cioè la selezione dei bambini. A tutt'oggi continuano a chiedere con insistenza posti nella nostra scuola superiore, vedendola come "la" possibilità della loro vita, ed è triste dover dire di no. Anche perché si

vede quanto faccia bene agli attuali studenti.

Da dicembre scorso siamo anche impegnati nell'assistenza alle famiglie che desiderano avere figli o non averne più. Abbiamo fatto fare due settimane intere di corso su matrimonio e procreazione responsabile a 35 persone, tra interne ed esterne alla comunità (compresi un pastore ed alcuni fedeli anglicani).Ora si porta avanti insieme un consultorio familiare al sabato, cui si rivolgono indistintamente musulmani e cristiani di ogni denominazione. Purtroppo molte donne vengono a noi già devastate da malattie veneree o, peggio, dall'uso prolungato di merce contraccettiva deleteria o cancerogena. È una grossa fetta dei famosi "aiuti" al Terzo Mondo. Basti pensare al Messico che nel 1997 ha ricevuto dal vicino colosso statunitense 17,8 milioni di dollari, di cui i1 2,9 (cioè il 72,58%) per attività di controllo della popolazione e solo 0,5 per la sanità e 0,l5 per la crescita economica. E questo nonostante le nascite

già non bastino più a compensarvi le morti. A parte il fatto che in almeno 38 nazioni si sono registrati abusi contro i diritti della persona umana in connessione con attività di limitazione delle nascite.

Per restare nel campo della salute, il ministro della pubblica istruzione ha annunciato che nei prossimi  tempi si prevede la morte per AIDS di 32.000 insegnanti: noi cerchiamo di preparare i successori. Inoltre le più recenti statistiche indicano la nostra regione come la più infestata dall'AIDS. Del resto basta guardarsi intorno per rendersene conto. Ma non tutto il male viene per nuocere... c'è chi ci guadagna, soprattutto le compagnie farmaceutiche occidentali. In seguito all'epidemia il consumo di medicinali è raddoppiato. Forse anche per questo si continuano a diffondere profilattici plastici che proteggono poco, soprattutto quando restano al porto per settimane e

mesi in container infuocati (oltre 70 gradi) o sono conservati all'africana. La nostra radio mette in guardia con un breve spot in cui, su musica di Beethoven, io dico: "Mi dispiace, fratello: ti hanno ingannato; il condom non è sicuro". Anche chi lo diffonde deve ammettere che non si sentirebbe di confidare in esso se dovesse unirsi ad una persona certamente infetta. Si tira a sorte e si gioca con la morte.

L'argomento mi porta a parlarvi di una donna musulmana della nostra borgata che, già in fase molto avanzata di deperimento, chiedeva le chiamassero i pentecostali a pregare per lei. Una vicina, infermiera cattolica, l'ha invece convinta a chiamare noi. Dopo alcuni

incontri di evangelizzazione ha voluto essere battezzata col nome Grace. La madre l'ha autorizzata, anzi l'ha tenuta su mentre riceveva i tre sacramenti dell'iniziazione cristiana. Quando è arrivato da Dar es Salaam il marito con la suocera, hanno cercato di riportarla alla loro religione. Ma lei è stata molto ferma. Alla suocera che le diceva: "Poco male, se guarisci torni musulmana", lei ha risposto: "Certo, proprio come una persona che non sa quello che fa. Io ho deciso e basta". Al che il marito si è compiaciuto di lei. Nelle ultime settimane di vita spingeva i genitori a convertirsi esprimendo loro la sua gioia di

essere diventata figlia di Dio. La famiglia è rimasta toccata dall'amore dimostratole da tanti cristiani, a differenza di come erano abituati. D'altra parte molti vicini sono stati rimasti colpiti e edificati dalla

testimonianza di questa donna. A noi non resta che rallegrarci delle opere di Dio e del fatto che ci usi come suoi strumenti per il bene di coloro che egli ha creato perché partecipino in eterno alla sua vita, alla sua conoscenza ed al suo amore.

In lui vi auguro tutta la pace che potete desiderare, anzi molta di più: quella che lui desidera per ognuno di voi!              

 

                                                                   fr. Riccardo Maria

 

 

 

 

 

Dalle COSTITUZIONI:

4.4. VERGINE, Moglie e madre

 

4.4.1. Lo Spirito Santo poté lavorare nella Vergine casta senza esserne impedito neanche un po’, e le concesse d’essere piena d’amore e di generare il Signore della vita.

4.4.2. Desideriamo tanto questa purezza affinché lo Spirito formi anche noi il Verbo, e lo portiamo ai nostri fratelli come Maria lo portò ad Elisabetta e compagnia.

4.4.3. Diamo, infine, testimonianza del fatto che tutti quelli che sono passati attraverso Maria con umiltà e fiducia per chiedere la grazia della purezza, hanno visto quanto possa la sua intercessione.