Circolari N 14 |
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"Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
ricercate la giustizia,
soccorrete l'oppresso"
(Isaia 1,16-17)
Morogoro, 2-3-2002
Carissimi,
la citazione iniziale ci ha già messi in clima, quell'inconfondibile clima di verità con noi stessi, riguardo le scelte fatte e da fare, che la santa Quaresima ancora una volta ci richiede, anche nell'era elettronica. Per non perdere la più qualificante dimensione del nostro essere persone umane, quella della libertà responsabile. Certamente noi qua siamo molto aiutati dalla vita comunitaria tutta impostata a penitenza, specie in questo periodo dell'anno. E allora se mi invidiate un po', non è proprio male. Purché ciò non costituisca un pretesto per evitare di fare quello che potete, a tutto vantaggio della vostra umanità e della vostra eternità.
Per i nostri giovani, al digiuno quaresimale si è ben accoppiato molto lavoro edilizio in aiuto ai mastri: per quanto riguarda la nostra scuola superiore stiamo terminando i tre laboratori di scienze, mentre per l'asilo abbiamo gettato le fondamenta e completato i cessi.
A proposito di scuola, a gennaio sono usciti i risultati dell'anno scorso. Nelle tre regioni della Tanzania Orientale, tra 172 scuole, la nostra ha occupato il 57° posto. Sia noi che gli esaminatori abbiamo giudicato il nostro risultato soddisfacente, a prescindere dal fatto che i nostri 48 studenti (benché alcuni lavoratori con figli a carico) hanno fatto due anni in uno risultando tutti promossi eccetto una. Per chi non credeva al nostro metodo è stata una vera sorpresa. Ora le richieste di ammissione si moltiplicano, ma non tutte possono essere accolte. Abbiamo già circa 170 studenti, che è all'incirca il limite massimo che ci siamo prefissi. Purtroppo dobbiamo accettare di non poter fare tutto. Si parlava di scelte...
Sempre a proposito di scuole, qua al centro di Morogoro fervono i lavori per la costruzione di un college della famosa Fondazione Islamica. Dato che il terreno era precedentemente riservato ad altro uso la gente della zona si è molto lamentata, ma il commissario regionale, un musulmano, si è imposto con la forza dell'autorità. In compenso un'altra scuola superiore, già finanziata da Osama bin Laden, si trova ora in serie difficoltà economiche. Sempre in ambito "religioso" a Dar es Salaam ci sono stati ultimamente due morti tra forze di polizia e civili. Le prime erano state inviate per impedire scontri tra due opposte fazioni musulmane che si contendevano una moschea. Vedremo quando lo spirito di Assisi produrrà tutti i frutti che ne speriamo. Certo non sarà solo conseguenza di pii desideri... per il nostro comodo e quieto vivere. C'è da impegnarsi personalmente per quel dialogo di vita tra civiltà e tra religioni che solo porterà la pace. Non gli scudi spaziali e le deliranti dichiarazioni guerrafondaie della prepotenza made in USA.
E allora, lavoriamo, ma anche preghiamo e digiuniamo per la pace. È ciò che vi auguro e vi invito a fare in preparazione alla Pasqua.
Vostro fr. Riccardo Maria
DALLE COSTITUZIONI:
3.4. OPERE DI PENITENZA
3.4.1. Affinché siamo persone nuove, che hanno libertà interiore e pace vera nell'unione con Dio, è necessario che ci conosciamo e ci dominiamo, che riconosciamo quanto i peccati lo offendano, che ci pentiamo di cuore e facciamo frutti di penitenza nella vita quotidiana.
3.4.2. Nel programmare i nostri sforzi, invece di cercarci una croce che ci piace, privilegiamo il mettere in pratica il comandamento dell'amore verso tutti, il compiere i nostri doveri secondo la nostra promessa, il lavorare fedelmente, l'abbracciare con perfetta letizia le difficoltà dell'esistenza: noie dell'ambiente, malattia e vecchiaia, lutti e tentazioni, dispiaceri provocati dai nostri simili, e specialmente persecuzioni a causa di Cristo.
3.4.3. Poiché è necessario che noi della vita retta siamo impegnati più degli altri fedeli, e inoltre comunitariamente, oltre ad osservare i giorni penitenziali come anch'essi vi sono tenuti, digiuniamo all'ora di pranzo la Quaresima intera; inoltre ogni venerdì dell'anno digiuniamo e asteniamoci dalla carne e da altre cose costose; però le solennità e le domeniche non siamo obbligati.
3.4.4. Per questa strada, che Cristo stesso seguì dopo essere stato inviato ufficialmente dal Padre e spinto dallo Spirito Santo a combattere il diavolo, le nostre anime divengono più aperte a Dio e al prossimo, e ricevono forza per vincere la carne, il mondo e satana.
3.4.5. Affinché siamo sempre sobri, mangiamo in modo da soddisfare solo le necessità del corpo, non da cercare piacere con cose troppo gustose; fuori dei tre tempi previsti per andare a tavola non mangiamo né beviamo eccetto acqua.
3.4.6. Ricordando Colui che non aveva un posto per riposare, usiamo un giaciglio duro e povero, eccetto durante la malattia.
3.4.7. Affinché conserviamo vivo il nostro impegno, facciamo ogni giorno anche penitenze libere, secondo il consiglio del direttore spirituale ed eventualmente col permesso del guardiano.
3.4.8. Conserviamo la salute che Dio ci ha concesso affinché possiamo lavorare nel suo campo; però non ci affanniamo troppo per essa, perché dobbiamo tenere in maggior conto altre cose, più importanti ed eterne; e perché crediamo che le sofferenze, accolte con amore, ci uniscono totalmente a Gesù nel lavoro di redenzione e portano vita in abbondanza.
3.4.9.
Prepariamoci a morire nel Signore nell'ora e nel modo
che vorrà, come ultima opera della nostra penitenza qua in terra.