Circolari N 10

Morogoro: Le prime Professe, di fronte al loro convento - Morogoro: Watawa wa kike wa kwanza mbele ya nyumba yao - Morogoro: The first professed sisters in front of their convent

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«... finché arriviamo tutti... allo stato di uomo perfetto,

nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo»

(Filippesi 4,13)

Morogoro, 12-6-2001

Carissimi,

                questa volta vi scrivo col computer della stazione-radio, dove ero venuto per registrare un po’ di programmi religiosi, approfittando della chiusura delle trasmissioni tra mezzanotte e le cinque del mattino. È che la nostra Redio Ukweli ha un solo mixer disponibile, e i miei programmi hanno un sottofondo musicale che contribuisce al messaggio. Quindi devo aspettare che detto mixer non sia usato per le trasmissioni. Vengo normalmente una volta a settimana, riuscendo a preparare circa sei mezze ore di annuncio della Parola che salva.

Purtroppo questa volta sono arrivato un po’ in ritardo e così ho trovato la sorpresa: la Bibbia sta chiusa a chiave nella stanza vicina. La vedo attraverso il vetro ma non posso prenderla ed usarla. Così non mi resta che attendere l’alba per tornare a casa a celebrare la Messa per la comunità. Ma visto che la presente è in ritardo, almeno approfitto per comunicare con voi, se no con i tanti impegni chissà quando vi scrivo...

 

La notizia più importante è che il 9 luglio Sesilia e Flora faranno la loro prima promessa di vita in castità, povertà ed obbedienza. Hanno 28 e 25 anni rispettivamente, e sono con noi dai tempi di Iringa (1994/95). Come potete rendervi conto la nostra formazione non va di corsa... anche la prova (il noviziato), che normalmente dura da uno a due anni, noi lo protraiamo oltre, anche fino a tre o quattro. Dopo la promessa, avranno altri tre anni di formazione francescana.

 Prima di tale data, altri/e (3+3) inizieranno detta prova aggiungendosi agli altri 5 novizi del secondo e terzo anno. Un paio di questi, Alfeo ed Atanasi, dovrebbero fare la loro promessa verso gennaio, quando un altro gruppetto di attuali postulanti dovrebbero pure iniziare la prova.

 A loro volta, il posto lasciato dai postulanti che iniziano il noviziato (o che tornano a casa) è occupato dal gruppo seguente (dopo almeno un anno di permanenza in comunità). Ce ne sono che aspettano, mentre la prossima infornata di vocazioni è attesa per agosto. C’è veramente da ringraziare Dio per questo cammino personale e fraterno. Anche se la selezione è forte (almeno 9 su 10 non vanno avanti), la nostra associazione si va irrobustendo. Mi sembra pure che la qualità degli arrivi continui a migliorare, come pure l’ambiente che trovano da noi. Il che fa sperare che possa esserci maggiore perseveranza.

 Tra l’altro la comunità continua a diversificarsi. Dopo un analfabeta, abbiamo accolto un laureato. E dopo tanzaniani, burundesi ed ugandesi, abbiamo ora con noi un keniota.

 

Per quanto riguarda la nostra scuola superiore accelerata, abbiamo iscritto 48 allievi per l’esame nazionale del secondo anno, da farsi a novembre. Alle cinque materie obbligatorie (Educazione civica, Swahili, Inglese, Matematica e Biologia) bisogna aggiungerne almeno due a scelta (da noi c’è Bibbia, Chimica, Fisica, Storia e Geografia). Per passare basta avere la media del 26% nell’insieme delle materie! Ai miei tempi si sarebbe detto la media del tre... Fino all’anno scorso bastava il 21. Ridicolo, no? Ma c’è da tenere conto della difficoltà linguistica. Cioè quasi tutti entrano alle superiori, dove s’insegna in Inglese, senza conoscere davvero l’Inglese. Un po’ per vari motivi, molti finiscono la settima ed ultima classe elementare sapendo solo qualche formula di saluto e «Yes». Passando alle superiori, tutte le materie sono insegnate in Inglese. Naturalmente molti non capiscono quello che i professori dicono, finché piano piano non si abituano. Nel frattempo il primo anno finisce e quindi si passa al secondo senza avere le basi delle varie materie. Si potrà recuperare dopo? Mah.

Per risolvere il problema, ci sono due proposte contrarie: una di insegnare in Inglese fin dalle elementari (o dall’asilo), come si fa in vari altri paesi africani; l’altra di insegnare in Swahili anche alle superiori e all’Università. Entrambe le scelte sono problematiche, per motivi diversi che non sto ad elencare. La difficoltà resta. Per evitare furbizie e disparità, tutti gli esami sono corretti a Dar es Salaam sotto precauzioni di ogni tipo. Tanto che ogni volta si pubblicano le classifiche di tutte le scuole del paese, così che si sappia quali hanno preparato bene la scolaresca e specificamente in quali materie. Gli ultimi risultati pubblicati (quelli del quarto superiore dell’anno scorso) hanno visto vincente (per la prima volta dopo tanti anni) una scuola femminile, la San Francesco di Mbeya. Naturalmente è una scuola cattolica, tenuta da suore francescane (tedesche). Del resto ogni anno quasi tutti i primi posti della classifica sono occupati da scuole cristiane o seminari, data la maggiore disciplina, i maggiori mezzi e il migliore personale.

 

In quarto e in sesto il 26% non basta: c’è invece un computo molto complicato, all’inglese, con promozioni di prima, seconda e terza categoria. Ciò nonostante, ci sono scuole in cui tutti sono bocciati. Del resto chi le dirige cerca solo i soldi degli alunni. É uno dei business più fruttuosi! A proposito di soldi, il Governo ha finalmente deciso di abolire la tassa scolastica alle elementari, introdotta anni fa per la famosa resurrezione dell’economia imposta dall’estero. Erano solo 5.000 lire circa, ma per tanti era troppo (specialmente per chi ha più figli a scuola). A parte poi che i direttori aggiungevano varie collette obbligatorie al momento dell’iscrizione. Così in questi anni tanti sono rimasti tagliati fuori dall’alfabetizzazione. Sapete della nostra scuola di recupero a Kiroka, con oltre una quarantina di giovani che vanno imparando a leggere, scrivere e fare di conto; grazie a Dio non è l’unica, perché alcune parrocchie hanno fatto lo stesso.

Ora con l’abolizione della tassa, si prevedono per gennaio un milione e mezzo di nuovi alunni. Chi costruirà le aule necessarie a contenerli? Questa è solo una delle molte domande da farsi al riguardo. Probabilmente il livello dell’istruzione fornita scenderà ulteriormente, perché non è facile far scuola a una classe con 180 bambini, specie se mancano anche i banchi e altri accessori. Tra l’altro quest’anno nella metropoli nazionale un alunno è morto di asfissia in un’aula sovraffollata.

 

Buone vacanze! Ma pensate anche a noi. Il Signore vi dia la sua pace!

                                              Vostro fra Riccardo Maria

 

 

 

 

 

 

DALLE COSTITUZIONI:

2.12. LA VERGINE FEDELE

 

2.12.1.  Dopo aver seguito Gesù fino al Calvario, Maria ci partorì con dolore e fu costituita dal Figlio suo madre di ognuno di noi, specie di quelli che ha amato di più.

2.12.2.  Fin dall’inizio dello stare nell’Ordine accogliamola in modo nuovo come Madre amandola ed imitandola, confidandole i segreti della nostra vita e chiedendole di formarci come formò Gesù.

2.12.3.  Con la sua tenerezza ci parteciperà quell’amore che permette: di offrire al Figlio suo tutta la vita senza riprendersene neanche una briciola; di consegnarsi al Padre e alla sua volontà fino alla croce; inoltre di rallegrarsi per le meraviglie che compie in noi per mezzo dello Spirito Santo.

2.12.4.  Il perdurare di questa gioia nelle prove dimostrerà l’eccellenza del vivere per Dio solo, attirerà altre vocazioni, e indicherà al mondo le vie per trasfigurarsi ed essere il suo Regno.